Allegri: «Juve, voglio andare a Kiev» Il club onora Dybala con il numero 10

TORINO. L'obiettivo immediato è la Supercoppa, da strappare domenica prossima alla Lazio, ma il sogno resta la Champions. Massimiliano Allegri compie domani 50 anni e non pone limiti alle sue...
TORINO. L'obiettivo immediato è la Supercoppa, da strappare domenica prossima alla Lazio, ma il sogno resta la Champions. Massimiliano Allegri compie domani 50 anni e non pone limiti alle sue ambizioni e a quelle della Juventus. «Anche quest'anno faremo una grande Champions», promette l'allenatore bianconero, che al passato, e al rammarico per le due finali perse in tre anni, preferisce guardare al futuro con ottimismo. «Quale partita vorrei rigiocare tra la finale di Berlino, il ritorno degli ottavi con il Bayern a Monaco e la finale di Cardiff? Vorrei giocare a Kiev...». «Giocatore dalle eccellenti doti tecniche ma dal carattere un pò scanzonato», come lo definiva Italo Allodi, è da allenatore che Allegri sta dando il meglio di sé. Uno scudetto e una Supercoppa col Milan, dopo la gavetta, alla Juventus ha scritto la leggenda del sesto scudetto consecutivo (tre con lui in panchina) e delle tre Coppa Italia di fila. Oltre alla Supercoppa italiana vinta nel 2015 proprio contro la Lazio che torna ora a sfidare. Un palmares di tutto rispetto, non fosse appunto per quelle finali. «Essere arrivati in fondo alla Champions due volte in tre anni non è una cosa da poco - osserva Allegri -. Mi è dispiaciuto che tanti non abbiano apprezzato questo fatto, lo faranno più avanti, fra qualche anno capiranno....». La sconfitta contro il Real brucia ancora. A Cardiff «abbiamo disputato un buon primo tempo, poi purtroppo avevo Mandzukic e Pjanic zoppi e il Real ha accelerato», è la sua analisi. Ma non ci fu nessun litigio negli spogliatoi, nessuna scazzottata, «fantasie da film» per l'allenatore bianconero. «Nell'intervallo non è successo assolutamente niente», torna a ribadire mister Allegri. «Quest'estate mi sono divertito un sacco, sono state inventate delle cose...», conclude il tecnico bianconero. E ieri la Vecchia Signora ha assegnato la maglia numero 10 a Paulo Dybala, sempre più uomo simbolo. In passato l’hanno indossata stelle del calibro di Omar Sivori, Michel Platini, Roberto Baggio e Alex Del Piero. L’argentino, al terzo anno in bianconero, nelle prime due stagioni, con il numero 21 sulla maglia, ha collezionato 42 reti in 94 presenze entrando nel cuore dei tifosi.

