Allegri: «Quest’anno scudetto a 90 punti» Higuain in panchina

20 Settembre 2017

TORINO. Lo scudetto, quest'anno, si vince a novanta punti e per raggiungere la quota bisogna battere le «cosiddette medio-piccole». Massimiliano Allegri fissa l'obiettivo e, alla vigilia della sfida...

TORINO. Lo scudetto, quest'anno, si vince a novanta punti e per raggiungere la quota bisogna battere le «cosiddette medio-piccole». Massimiliano Allegri fissa l'obiettivo e, alla vigilia della sfida di stasera (ore 20,45) con la Fiorentina, mette in guardia la Juventus dai cali di tensione. «È un momento importante, ci attendono tre partite che non possiamo sbagliare», dice il tecnico, dando il via al turnover. Che questa volta riguarda anche un mostro sacro come Buffon. «I cambi sono fondamentali», dice, «altrimenti rischio di fondere i giocatori già dall'inizio. Gioca Szczesny, uno da prime sette o otto squadre d'Europa, l'erede di Gigi». Vincere, del resto, è l'unica cosa che conta in casa Juventus. Allegri sembra intenzionato a confermare il 4-2-3-1, con Lichtsteiner e Alex Sandro sulle fasce, Barzagli e Rugani al centro della difesa. A centrocampo spazio alla coppia Matuidi-Pjanic, ormai rodata e dotata della classe e della forza fisica necessaria. Cuadrado, Dybala e Douglas Costa - «ha avuto bisogno di un momento di ambientamento, potrebbe partire dall'inizio» - agiranno alle spalle dell'unica punta, ruolo per il quale sono in ballottaggio Mandzukic e Higuain. «Gonzalo, ha giocato quattro partite e ha fatto due gol», è la difesa d'ufficio del tecnico bianconero nei confronti del suo centravanti. «Poi come tutti gli attaccanti, ci sono momenti in cui fa più gol uno, momenti in cui fa più gol l'altro. Lo scorso anno, per esempio, è stato Dybala a non segnare per un certo periodo. Deve rimanere tranquillo», conclude -. Non so se domani (oggi, ndc) giocherà, ma è un giocatore talmente importante per la Juventus, che se non fa gol, non succede una tragedia».
In casa della Fiorentina ha parlato l’allenatore Stefano Pioli alla vigilia. «La Juve ha pochissimi punti deboli ma noi siamo in crescita, più alleno questa Fiorentina e più mi piace», ha detto il tecnico, ex giocatore della Signora. «Se c'è una partita in cui bisogna andare oltre le nostre capacità è questa, per la forza dell'avversario e per quanto ci tengono i nostri tifosi. Per questo dovremo giocare con personalità e coraggio in una partita attenta dal punto di vista tecnico e tattico». Numeri e precedenti sono tutti dalla parte della Juve, senza contare super Dybala: «In questo momento è in una forma eccezionale, ma sarebbe sbagliato focalizzarsi su un singolo giocatore, la Juve dispone di tante armi», ha risposto Pioli. «Dovremo cercare prima di tutto di non far arrivare palloni giocabili ai suoi assi». Tra gli ex ecco Federico Bernardeschi in bianconero dopo 13 anni in viola. «Più rimpianti suoi o nostri? Io non ne ho di particolari perché quando al mio arrivo la situazione era già abbastanza chiara. Lo chiamai per salutarlo come feci con tutti i giocatori dicendogli che eventualmente ci saremmo sentiti più avanti: ma il telefono da allora non ha più squillato», ha sorriso Pioli. «Lui è un giocatore di qualità ma mi tengo stretti i miei».