Allegri: sono alla Juve per vincere ancora

17 Luglio 2014

Trecento ultrà lo contestano, tweet contro la fidanzata

TORINO. Il primo giorno in bianconero di Massimiliano Allegri è stato molto, molto caldo. Fin dal primo momento nel suo nuovo ruolo l'ex allenatore del Milan e da ieri allenatore della Juventus, ha capito di essere arrivato in una città, e in una società, calcisticamente diversa dalle altre.

A Torino, e alla Juventus, la vittoria non è un'opzione, né un obbiettivo. È un obbligo. Così, mentre lui allo Juventus Stadium si offriva alla prima conferenza dell'anno, a Vinovo già si radunavano circa 300 tifosi pronti a manifestargli a modo loro tutto il loro scetticismo, mentre fin dal mattino il web veniva inondato da messaggi critici nei confronti suoi e della Juventus. Quando poi nel pomeriggio Allegri ha varcato i cancelli di Vinovo con Marotta, non sono mancati slogan violenti e momenti di tensione. Per placare gli animi è stato necessario che l’ad e nuovo tecnico incontrassero una delegazione di ultrà.

«È normale che sia così, capisco la reazione», ha detto Allegri. Un'accoglienza scettica la dava per scontata. Subentrare da un giorno all'altro a uno come Antonio Conte non è facile, da tutti i punti di vista. «Per me è un onore», ha esordito il tecnico, «quando mi hanno chiamato è stato come un fulmine a ciel sereno. So di avere un'eredità non facile da gestire. Ma mi ritengo fortunato. Prima il Milan, ora la Juventus. Non è da tutti. Capisco lo scetticismo dei tifosi, soprattutto quando l'allenatore cambia in un giorno. L'unica risposta che posso dare per riconquistarli è questa: risultati, lavoro, rispetto e professionalità». Allegri, 47 anni il prossimo 11 agosto, e un passato da vincente in tutte le categorie in cui ha allenato, dall'Aglianese in C2 fino allo scudetto col Milan, sa che alla Juventus è obbligato a vincere. È l'unico modo per placare la piazza.

«Di certo, dopo tre scudetti di fila, è normale che in Italia la Juve parta come favorita. Nello stesso tempo è un dovere fare una grande Champions: la Juve deve essere tra le prime otto in Europa». Buoni auspici più che granitiche certezze, tanto più se si pensa che Antonio Conte e Juventus hanno divorziato anche e soprattutto per le divergenze sulla campagna acquisti. Allegri sa che la Juventus ha puntato su certi giocatori (Evra e Morata su tutti, mentre è saltato Iturbe). Ed è consapevole che, firmando il contratto che lo lega per due anni alla Juve, si è impegnato a riconoscere questo dato: «La società ha una strategia oculata per rendere la squadra più competitiva». Tradotto: so che la Juve non farà mai follie di mercato. «È vero che in Europa i grandi club hanno budget diversi», ha detto, «ma l'esempio lo dà l'Atletico Madrid. Per questo dico che si deve fare una grande Champions. È un obbligo». Quelle che agli occhi di Antonio Conte erano debolezze, per Massimiliano Allegri «devono diventare punti di forza». Poco importa se Iturbe non arriverà, o se Vidal di fronte a un'offerta irrinunciabile dovesse partire (anche se proprio ieri la Juve ha blindato sia Pogba che il cileno). «La Juve ha tradizione, forza e capacità tali da poter puntare al quarto scudetto e a un'ottima Champions. Sono qui per dare il mio contributo», ha detto Allegri.

E Pirlo? «È un problema che non sussiste. Con Andrea ho un ottimo rapporto. Mai messo in dubbio le sue qualità. Sono fortunato a ritrovarlo». Quindi la chiosa finale, già in perfetto stile Juve, con una citazione dell’Avvocato: «Nel dna della Juventus non esiste la parola “appagamento”. Come diceva l'Avvocato Agnelli, la prossima vittoria è sempre la più bella».

Tweet contro Gloria. La rete non dimentica. Soprattutto se c'è di mezzo la fede calcistica. E così, a distanza di due anni, rispuntano sul web i tweet anti Juve dell'attuale fidanzata di Massimiliano Allegri: la modella ed ex Playmate Gloria Patrizi. "Juve vergogna d'Italia" e "Juve mer.." sono gli insulti rivolti dalla donna alla società bianconera nel 2012, l'anno in cui il Milan di Allegri lottava per lo scudetto con la Juventus di Conte.

La Patrizi, legata ad Allegri dal 2011, ha speso parole non proprio gentili anche per l'allenatore pugliese, definito "ridicolo". Su Twitter i tifosi bianconeri si scagliano contro la modella: "Spero di non vederla mai allo stadio", scrive un utente. E lei, travolta dall'improvvisa ondata di critiche, ha chiuso il suo profilo sul social network. Ma le "prove", sul web, spesso non si possono cancellare. Un’accoglienza come quella di Allegri alla Juve l’aveva avuta nel 1999 Carlo Ancelotti, colpevole del suo passato di calciatore nel Milan e Roma.