Allenarsi, un’odissea anche per chi può

26 Marzo 2020

Alcuni degli abruzzesi di interesse nazionale sono impossibilitati

PESCARA. Anche l’atletica abruzzese sta vivendo con disorientamento questo drammatico momento legato al coronavirus. Gli impianti per l’atletica sono chiusi, ma non per tutti. Secondo le disposizioni in vigore del decreto della Presidenza del Consiglio risalente al 9 marzo, gli impianti dovrebbero essere accessibili, per gli allenamenti, a beneficio dei soli atleti professionisti o ritenuti di interesse nazionali in base a criteri stabiliti dalla Fidal e riconosciuti a livello amministrativo. Gli allenamenti dovrebbero svolgersi a porte chiuse e con le dovute cautele per quanto riguarda i contatti con altre persone. Esigenza attuabile per l’atletica, non essendo sport di squadra o di contatto. Gli atleti abruzzesi ritenuti di interesse nazionale sono sette, non tutti residenti in regione. La neo campionessa italiana dei 1500 indoor, Gaia Sabbatini, teramana tesserata con le Fiamme Azzurre, è rimasta nella sua sede abituale di allenamento, a Castelporziano, vicino Roma, ospitata nel centro delle Fiamme Gialle. Continua ad allenarsi sulla pista all’interno della struttura, della quale, però, è stata chiusa precauzionalmente la palestra. Altra atleta fuori sede è la martellista di Silvi Alessia Beneduce (Bracco Milano). Studia all’università di Padova, ma è rimasta nel collegio dove risiede. Non può accedere all’abituale campo di allenamento, lo stadio Colbachini, ma può utilizzare le strutture all’interno del collegio. Gli altri cinque sono rimasti in Abruzzo, ma solo due possono utilizzare gli impianti. La triplista teramana Giada Bilanzola (Gran Sasso) può allenarsi al campo scuola Gammarana di Teramo. Anche la lunghista aquilana Stefania Barrucci (Aterno Pescara) può utilizzare lo stadio Isaia Di Cesare di piazza D’Armi. Non altrettanto il quattrocentista ad ostacoli aquilano Leonardo Puca, tesserato con il Cus Pro Patria. E’ rientrato da Milano, dove studia al Politecnico, ma non si sposta dal comune di residenza, San Demetrio né Vestini, nel quale si adatta a svolgere gli allenamenti possibili. Anche la lanciatrice teatina, Ludovica Montanaro (Gran Sasso), è costretta ad arrangiarsi in casa o fuori. Lo stadio Angelini è chiuso dal 9 marzo e, nonostante sia atleta di interesse nazionale, l’accesso è precluso. Stessa sorte per la campionessa italiana all’aperto under 23 di salto in alto, Mara Di Quinzio (Aterno), che si allena allo stadio Adriatico-Cornacchia di Pescara, che è chiuso dal 9 marzo, inaccessibile anche per lei. Ulteriore fattore di complicazione, per la Di Quinzio, è la residenza a Cepagatti, che ne rende complicato anche lo spostamento.
Roberto Ragonese
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