Aloi mette le ali al Pescara: «Serve più aggressività»

18 Aprile 2023

L’ingresso del centrocampista ha cambiato la squadra nel 2-1 al Monopoli

PESCARA. Dai tuoni e i fulmini figli di un primo tempo interpretato malissimo all’arcobaleno uscito fuori in un pomeriggio piovoso grazie ai secondi 45’ giocati da Pescara e sufficienti per portare a casa i tre punti. E quell’arcobaleno per gran parte è stato disegnato da Salvatore Aloi. Il centrocampista, un gol in stagione al Partenio contro il Giugliano, a conti fatti ha cambiato l’inerzia di un match che nei primi 45’ era stato dominato dal Monopoli. Impiegato da mezzala sinistra, Aloi ha dato ritmo e sostanza alla squadra ed è stato decisivo in entrambe le reti biancazzurre. Sua l’azione sulla corsia di sinistra con il cross per Kraja che poi ha permesso la rovesciata vincente di Lescano e sua l’azione da cui è nato il calcio di punizione battuto da Palmiero per il colpo di testa vincente di Riccardo Brosco. A proposito di Brosco e Lescano: Zeman deve avere scelto con estrema cura i suoi uomini gol. Il difensore e l’attaccante firmarono il blitz esterno di Agropoli e domenica si sono ripetuti mentre il bomber argentino con Zeman è già ad otto reti personali. E, se le gerarchie a centrocampo sembravano chiare con il solo Gyabuaa che poteva insidiare Palmiero, Kraja e Rafia, dopo la gara contro il Monopoli Zeman riserverà tante attenzioni a Salvatore Aloi. Come si fa a lasciarlo fuori? Difficile che una parte di gara giocata bene capovolga le gerarchie, ma di sicuro l’ex Avellino è tenuto in grandissima considerazione. E in mixed zone c’è stato un incrocio di sorrisi tra allenatore e calciatore, una sorta di patto di ferro per il rush finale di stagione chiamato play off. Eppure per caratteristiche Aloi non è il giocatore ideale per sviluppare il pensiero del tecnico boemo, ma i buoni calciatori servono sempre. «Io mezzala o regista? Ho sempre detto», ha sottolineato Aloi, «che da mezzala mi trovo meglio. Ho fatto spesso quel ruolo, ma se dovesse servire sono a disposizione per fare anche il play. La corsa e le sovrapposizioni? Quelle sempre. Con Zeman sono l’abc. E’ faticoso, ma va benissimo e l’importante è portare sempre a casa i tre punti». Salvatore Aloi parla con piacere della partita e svela un piccolo aneddoto. «Non dite però che è tutto merito mio il cambio di marcia del secondo tempo perché mi mettete in difficoltà. Una cosa però ve la racconto. Diciamo che mi sono fatto trovare pronto perché era da un bel po’ che mi stavo riscaldando. Luca (Mora ndc) aveva da subito accusato un fastidio e per tutto il primo tempo ho corso e quindi sono entrato in campo pronto e preparato». Aloi racconta con piacere anche l’azione da cui è nata la prima rete biancazzurra. «In occasione del nostro pareggio è stato bravo Delle Monache a premiare la mia sovrapposizione. Da quella situazione sono riuscito a trovare Kraja libero in area e lui è stato perfetto preparando l’assist per Lescano». A dire il vero c’è lo “zampino” di Aloi anche sul gol del 2-1 (ha subìto il fallo per la punizione assist di Palmiero) e sulla traversa di Lescano con l’azione nata da una sua pressione alta e da un rapido passaggio per il bomber biancazzurro che ha centrato il legno. In estrema sintesi per Aloi partita da 7,5 in pagella. «Il voto lo decidete voi a me va bene qualsiasi cosa. A patto che per il futuro giochiamo con la stessa intensità e la stessa aggressività vista nel secondo tempo». In mixed zone arriva Zeman che ascolta le parole di Aloi, il tecnico boemo fulmina il suo giocatore con un sorriso abbinato ad uno sguardo di ghiaccio. Ma in cuor suo il boemo sa benissimo che il pensiero di Aloi rispecchia la realtà e che il primo tempo di domenica scorsa e la partita di Taranto nessuno vuole vederli più. Anche perché un passo falso a Picerno domenica diventerebbe imperdonabile.
Enrico Giancarli
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