Amore, sogni e magie Pescara coccola Del Sole

Napoletano doc, biancazzurro per la sua Valentina. Può emulare Insigne
PESCARA. Sulle orme di Lorenzo Insigne. Pescara è diventata casa sua, non solo per il calcio. Napoletano di nascita, ha iniziato a cinque anni nella scuola calcio Centro Est, nel quartiere Barra, per poi mettersi in luce in una serie infinita di provini, all’età di 14 anni. Uno di questi era per il Delfino, al campo San Marco. Nando Del Sole da quel giorno non è più andato via.
Da sei anni a questa parte a Pescara ha messo le radici, ha scoperto l’amore, conosciuto nuovi amici e si è legato alla città in maniera viscerale. II 20enne attaccante biancazzurro è l’uomo copertina ed è stato il jolly che Pillon si è giocato lunedì sera con il Lecce. Cresciuto nel settore giovanile del Delfino, ha fatto tutta la trafila fino alla Primavera, prima di fare il grande salto in prima squadra. Con Massimo Oddo in panchina, nel 2016, appena una presenza in coppa Italia, contro il Frosinone. L’anno successivo Zdenek Zeman lo vuole a tutti i costi nel ritiro di Rivisondoli. Nando segue alla lettera le indicazioni del boemo, che lo fa debuttare in serie B contro il Foggia. Quattordici presenze e 805’ giocati fino a gennaio. Poi irrompe la Juve che lo compra dal Pescara e Del Sole sbarca a Torino per essere aggregato alla Primavera. Si mette in mostra lo scugnizzo napoletano, che si guadagna anche un paio di convocazioni in prima squadra, con Max Allegri che prende in considerazione quel ragazzino dagli occhi blu fidanzato con Valentina, la figlia di un suo grande amico pescarese, il giornalista Enrico Rocchi. Nando cresce nella Primavera bianconera, ma ad agosto lascia la Vecchia Signora per tornare (in prestito) dal “suo” Pescara. Non prima, però, di realizzare il sogno di allenarsi con Cristiano Ronaldo. Svolge un paio di allenamenti alla Continassa insieme all’alieno portoghese e poi, a fine mercato, il 17 agosto, torna in biancazzurro per la gioia della fidanzata Valentina, al suo fianco da diversi anni. Il Pescara lo ha cresciuto, la Juve nel giro di sei mesi lo ha svezzato e l’ha rispedito in riva all’Adriatico per la definitiva esplosione. Pillon ha impiegato un po’ ad inserirlo nelle gerarchie, ma alla fine è stato premiato. Prima uno spezzone a Cosenza, poi l’altro, lunedì sera con due gol da urlo che hanno piegato il Lecce e che hanno permesso ai biancazzurri di tornare in vetta. La dedica alla bella Valentina e alla famiglia, che ha sempre creduto in lui e lo ha cresciuto come un figlio. Nando è diventato grande e adesso vuole spiccare il volo. Sulle orme di Insigne, napoletano come lui, che sette anni fa a Pescara si è consacrato prima di tornare alla casa madre. Del Sole mantiene un basso profilo e non fa voli pindarici. Dopo la partita ha festeggiato la vittoria con una birra in un pub della città insieme a Mirko Antonucci e alle rispettive fidanzate. Giusto una bevuta, senza esagerare. Per la sbornia promozione bisogna aspettare.
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