Amoroso torna a Roseto: per me è la gara del cuore

L’ala del Montegranaro domenica sarà il grande ex: temo i giovani degli Sharks
ROSETO. Elaborato il lutto della scomparsa del general manager Vittorio Fossataro, agli Sharks non è rimasto che ripartire per Roma per cominciare a preparare la prossima partita, di nuovo in casa dopo la bella vittoria colta domenica scorsa contro Jesi, ed ancora con una marchigiana per avversaria, la Poderosa Montegranaro. Squadra arrivata in A2 solo nella scorsa stagione, è stata brava ad imporsi subito come una delle più realtà, capace di lottare ogni anno per un posto nei play off.
L’arma in più dei marchigiani ha un nome molto conosciuto a Roseto, quello di Valerio Amoroso. Ala-Pivot di 38 anni, Amoroso gioca con i veregrensi dallo scorso campionato, quando si trasferì proveniente proprio dagli Sharks e domenica tornerà da avversario al PalaMaggetti. «Per me sarà la gara del cuore». Ma quella non è stata l’unica esperienza di Amoroso a Roseto, come ricordava l’altro ieri proprio al funerale di Fossataro: «Era un uomo a cui ero molto legato: ci conoscemmo ben 21 anni fa, quando io ero solo un 17enne di belle speranze, venuto a Roseto per quella che era la mia prima avventura lontano da casa», racconta non senza una punta di malinconia. «Ricordo che già allora ero un tipo esuberante, ma lui con un sorriso e due parole dette al momento giusto mi aiutava tantissimo, infatti non fu un caso che in quell’ambiente sbocciai, facendo l’esordio in A2 e poi in A1». Da lì in avanti per lui tanta serie A fino al 2016, col ritorno nel Lido delle Rose: «E sempre con Vittorio li ad aspettarmi, tanto oramai conosceva il mio carattere e come prendermi», sorride Amoroso, ricordando un particolare: «Gara d’esordio in trasferta a Verona, partiamo da sfavoriti. Prima della partita pranziamo leggeri mangiando polenta, con sua grande arrabbiatura. Ma in campo, contro ogni pronostico, vinciamo noi. Impagabile la sua faccia quando gli dicemmo che per la trasferta successiva volevamo mangiare il kebab, non sapeva se arrabbiarsi o riderci su. Era una persona meravigliosa, mi mancherà». Tornando al basket giocato, Amoroso reclama attenzione per la sua Montegranaro, che dopo aver vinto le prime 5 in fila, è caduta in casa contro la Piacenza neopromossa: «Una gara che abbiamo buttato via tirando molto male, bravi loro ad approfittarne», allarga le braccia il giocatore. «Speriamo che ci serva di lezione, soprattutto i nostri giovani devono capire che non vinci se non ce la metti davvero tutta». Di questo Roseto lo preoccupa l’atletismo: «Hanno tanti bravi giovani, a cui hanno unito un nucleo di giocatori più esperti. In precampionato li abbiamo sofferti parecchio, sarà un match da interpretare senza mai sottovalutarli», la conclusione di Amoroso, che poi ha l’ultimo pensiero per il suo ex compagno di reparto Sherrod: «Bravo ragazzo ed ottimo giocatore. Sarebbe bello giocare di nuovo insieme a lui nel futuro, ma ci dovremo sbrigare perché oramai non sono più un ragazzino».
Marco Rapone
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