Antenucci e Bruno: in campo si chiamano tutti così

Nel girone B numerosi calciatori di Trigno Celenza, Roccaspinalveti e Fresa hanno lo stesso cognome
VASTO. Certo, non siamo ai livelli di Serino, 7mila abitanti, in provincia di Avellino, Terza categoria del campionato campano, anno 2009: undici undicesimi di squadra aveva lo stesso cognome: De Feo. Non ricalchiamo nemmeno il record di due anni fa di contrada Stoccareddo, 400 abitanti, nel comune di Gallio, nel Vicentino: in Seconda categoria titolari, panchinari, allenatori e dirigenti avevano tutti lo stesso appellativo: Baù.
Nel Vastese, e in particolare nel girone B di Prima categoria, qualcosa di simile succede tra le compagini di Celenza sul Trigno, Fresagrandinaria e Roccaspinalveti, tre paesi che in tutto fanno poco più di 1.300 residenti.
A Celenza, il “Trigno Celenza” schiera sul campo sportivo di contrada San Giuliano, quattro Antenucci: i fratelli Danilo, mezza punta, e Christian, esterno; Luca, centrocampista, e Francesco, terzino, non imparentati nè tra loro e nè con i primi due. Due i Di Pardo: Donato il capitano, centravanti, e Paolo, centrale difensivo, senza vincoli di sangue. Tre fratelli Serafini: Simone, difensore centrale; Marco, centrocampista; Stefano, attaccante. Due Ottaviano, ma sono “stranieri”: Giuseppe, portiere, e Daniel, centrocampista, che arrivano da borghi confinanti: Torrebruna e Tufillo. «Quello dei cognomi dei calciatori che si ripetono è un classico da queste parti», dice Vittorio Gaspari, presidente del Trigno Celenza, «anzi, fino allo scorso anno avevamo ben sette Antenucci. In paese in tanti si chiamano così. Qui c’è anche una folta presenza di Aquilano, ma nessuno gioca con noi». Il mister dei biancazzurri, Michele Buda, che non è del paese, per distinguere i “suoi” ragazzi ha dato a ciascuno dei nomiglioli.
Il “Fresa”, la compagine di Fresagrandinaria, ha invece quattro Ottaviano: Eriberto, capitano e centrocampista; Alfredo, terzino, fuori quota; Daniele, esterno, tutti e tre di Fresagrandinaria e Gabriele, difensore centrale, di Vasto. «Lo scorso anno», spiegano alla società del presidente Lino Giangiacomo, da 5 anni al vertice dirigenziale del club biancorosso, «avevamo anche tre Delle Donne e tre Racano, ridotti quest'anno a uno solo per rappresentanza di cognome».
Ancora: ben sei Bruno militano nel Roccaspinalveti: Paolo, difensore; Luca, difensore; Stefano, laterale destro; Alberto, centrocampista; Simone, punta; Alessandro, portiere. Gli Orlando sono due fratelli: Alessandro, attaccante, e Giovanni, difensore. Due anche i Battista: Fausto, attaccante, e Loris, centrocampista. Tutti sono residenti nel borgo. E in più Luca e Stefano Bruno non solo sono fratelli, sono anche gemelli. Quanto basta per rendere ancora più complicato il “riconoscimento” per l’arbitro designato a dirigere la gara? «Beh», spiega Angelo Battista, dirigente della società gialloverde, «in questo caso Luca è titolare, Stefano c'è e non c’è. Ma poi i gemelli mai hanno creato problemi in campo e fuori: stanno sempre zitti».
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