Antignani re del gol: ne ho segnati 201 e non mi fermerò

L’attaccante (figlio d’arte) del River Casale (Promozione): «Se a 16 anni avessi dato retta ai consigli di mio padre...»
CHIETI. Uno, due, tre... duecentouno gol in carriera. Centodiciannove segnati in Eccellenza, 73 in Promozione, 8 in serie D e uno in Prima categoria.
Numeri da capogiro, quelli snocciolati da Davide Antignani, uno degli attaccanti più prolifici del calcio dilettantistico abruzzese. Il 32enne bomber teatino, ora al River Casale (girone B di Promozione), ha sfondato il muro delle 200 reti. E con 9 gol realizzati in 11 partite è il capocannoniere del campionato. «Ho raggiunto un grande risultato che mi ripaga di anni di sacrifici. Ringrazio tutti i miei compagni, allenatori, presidenti e avversari che hanno accompagnato nella mia carriera. Ma il ringraziamento più sentito va alla mia famiglia».
Ha segnato talmente tanti gol con maglie diverse (Casoli, Tre Ville, Ripa Teatina, Ortona, Miglianico, Chieti, Cologna Paese, Montesilvano, Francavilla, Casalincontrada e Vastese) che nemmeno li ricorda tutti. «Ma non posso dimenticare il mio esordio in Eccellenza», racconta Antignani, «avevo 17 anni e vestivo la maglia del Casoli in un derby con la Pro Vasto che perdemmo 2-1. Il venerdì firmai, la domenica poi scesi subito in campo. L’allenatore Angelo Carpineta mi fece entrare al 71’ e al 74’ segnai subito di testa saltando tra Vincenzo Menna ed Ercole D’Eustacchio. Il gol più bello? Quello con il Francavilla al 94’ in una semifinale play off con l’Alba Adriatica».
Ma quelli più importanti li ha segnati in Eccellenza con il Chieti, la squadra della sua città, che ha riportato in serie D nella stagione 2007/2008. «In neroverde ne ho realizzati 11 e ho vissuto emozioni irripetibili: vincere un campionato a casa mia davanti a tanti amici è stato fantastico. E’ stata una cavalcata trionfale».
Antignani ha fatto girare la testa a molti difensori. «I più forti che ho incontrato sono stati Giorgio Galluzzo, che ho avuto come compagno di squadra a Chieti, e Alessandro Varchetta, ora alla Cavese».
E ha giocato in coppia con tanti bomber. «Ho avuto la fortuna di lavorare con Damiani, Pagano, Giannico, Del Gallo e Dragani, ma il più forte, con il quale però non ho mai giocato, è stato mio padre».
Antonio Antignani ha vestito la maglia del Chieti dal 1978 al 1981. Davide è molto legato al papà. «Se lo avessi ascoltato quella sera di 16 anni fa, quando mi diceva di accettare il trasferimento al Teramo, forse avrei avuto una carriera diversa. Papà insisteva, ma io feci saltare tutto perché avevo 16 anni e l’idea di allontanarmi da casa mi spaventava. Il Teramo resta il più grande rimpianto della mia carriera».
Ma il bomber teatino si è tolto comunque le sue soddisfazioni. Ha segnato una valanga di gol e vinto due campionati d’Eccellenza (uno con il Chieti, l’altro con il Miglianico) e una finale play off con il Francavilla. A Miglianico ha vissuto la migliore stagione dal punto di vista realizzativo mettendo a segno 22 gol. «Lì ho avuto un grande allenatore come Giuseppe Donatelli, una persona che devo ringraziare perché mi ha aiutato a crescere e mi ha insegnato tanto. Se sono arrivato fino a qui, il merito è anche suo».
A 32 anni Antignani ha ancora voglia di giocare. «Per ora non ho intenzione di smettere perché mi diverto ancora. Quando arriverà il giorno in cui non ce la farò più a finire un allenamento con il sorriso, mi farò da parte. Ma al River sto vivendo una seconda giovinezza. Ho trovato un ambiente fantastico, uno staff tecnico invidiabile e sprecato per un campionato di Promozione. Poi ho la possibilità di giocare con tanti ragazzini che mi fanno sentire un giovanotto».
Quando smetterà di giocare, che cosa farà Antignani? «Un giorno mi piacerebbe fare l’allenatore, ma conoscendomi non so se resisterei a stare seduto in panchina. Ho imparato, però, molto dagli allenatori che ho avuto e penso che potrei calarmi in questa nuova veste. Quest’anno sto prendendo consigli da Carlo Angelozzi che ha vinto due scudetti a livello giovanile ed è un grande tecnico».
Prima di appendere le scarpe al chiodo, Antignani ha un altro obiettivo da raggiungere. «Voglio superare il record di gol segnati a Miglianico». Poi lascerà spazio ai giovani. Ecco due nomi di suoi possibili eredi: «Alessio Criscolo, classe 1995, e Paolo Fregosi, classe 1998. Sono due giocatori interessanti che giocano con me al River. Scommetto su di loro per il futuro». E chissà che un giorno non diventino due bomber come lui.
Giammarco Giardini
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