Antonetti beffato, Ruscitti cede ma alla società Teramo a Spicchi
TERAMO . Colpo di scena a Teramo risolto con abile maestria, da una parte, e da un contorno di un bel pizzico di delusione e rammarico dall’altra. Il titolo sportivo del Teramo Basket 1960 è passato...
TERAMO . Colpo di scena a Teramo risolto con abile maestria, da una parte, e da un contorno di un bel pizzico di delusione e rammarico dall’altra. Il titolo sportivo del Teramo Basket 1960 è passato di mano ma non in quelle di Carlo Antonetti e del consorzio “AmareTerAmo” ma in quelle della Teramo a Spicchi, società che fino alla scorsa annata sportiva ha militato in C Silver con progetti sempre ambiziosi. È praticamente tutto fatto per il subentro di quest’ultima, manca solo l’ufficialità ma la società biancorossa, capeggiata da Fabio Nardi e formata da un gruppo di amici prima che soci, ha bruciato la concorrenza, si è accordata con Ermanno Ruscitti e sarà ai nastri di partenza della serie cadetta: un doppio salto dopo che nelle scorse settimane era stata formalizzata domanda per l’ammissione alla C Gold. Teramo a Spicchi che, nel corso di pochi anni, ha fatto passi da gigante sotto tutti gli aspetti prendendo anche in gestione il PalAcquaviva - Giorgio Binchi. Adesso sarà corsa contro il tempo per iscrivere la squadra entro il 31 luglio. Tempo che è stato già tiranno e non alleato di Carlo Antonetti le cui parole sono state anticipate da una frase eloquente e famosa di Confucio “L’impazienza può rovinare un grande progetto”. Una volta letta questa massima a tutti i presenti era apparso evidente che il progetto, presentato quasi un mese fa, non avrebbe visto la luce, almeno per il momento. «Non sono riuscito a creare il consorzio in tempi brevi, non sono riuscito a raggiungere un numero congruo di associati che potessero assicurare stabilità e serietà al progetto e per questo ho deciso di non voler forzare i tempi e fare passi nel buio. L’obiettivo era ambizioso, il tempo troppo poco anche perché il progetto partirà quando tutte le caselle saranno al loro posto. Infatti», ha proseguito nel suo intervento Carlo Antonetti, «non mi fermo, di certo, qui. È solo l’inizio di questa avventura, diciamo che, per il momento, ho stimolato l’ambiente, è mancato poco e continuerò a lavorarci perchè si è trattato di un momento bello, intenso ed entusiasmante nel quale ho potuto riscontrare sostegno ed adesioni da parte di imprenditori ed istituzioni, ma anche da parte della stessa società Teramo Basket 1960 che ringrazio. Sono carico ed ora lavorerò affinchè questo frutto possa maturare».
Matteo Falzon
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