Aquilanti cuore rossonero: "Lanciano, non ti lascio"

Il difensore (frentano doc) si racconta: "Nell’ultimo campionato ho giocato poco ma non ho mai creato problemi. Baroni a Pescara? Sono rimasto sorpreso"
LANCIANO. Che giochi o meno, Antonio Aquilanti è da sempre, per i tifosi rossoneri, il "patriota". Un soprannome tutt'altro che casuale, quello affibbiato dalla piazza all'unico lancianese doc presente, da alcuni a questa parte, nella Virtus Lanciano targata Maio. Dopo aver totalizzato ben 40 presenze su 42 nel primo campionato di B della squadra della sua città, il difensore frentano ha vissuto una stagione altalenante, facendo la spola tra il campo e la panchina, per complessive 18 gare, 15 delle quali da titolare. «Ripetere quanto fatto l'anno precedente era praticamente impossibile, specie in un campionato lungo come quello cadetto», sottolinea il diretto interessato, che allargando il discorso alla squadra aggiunge: «Un'annata dai due volti: splendida nella prima parte e un po' meno nel finale, essendoci sfuggita di mano una qualificazione ai play off ampiamente alla portata. Una cosa è certa però: alla vigilia della stagione avremmo messo ad occhi chiusi la firma su un ipotetico decimo posto finale». Ha mai pensato di andar via? «Assolutamente, ed il fatto di giocare o meno non c'entra nulla. Conosco i miei limiti e sapevo quindi che conquistare un posto da titolare in un organico rinforzato rispetto all'anno prima non sarebbe stato facile, e questo a prescindere da quanto fatto in quello precedente. Inoltre ero stato assai chiaro con la società ed il mister, dicendo loro che se avessi iniziato qui la stagione, non mi sarei mosso sino a giugno». Ed ora? «Il mio contratto scade tra un anno e per me vale lo stesso discorso. Anche perché, oltre che alla mia città ed ai suoi tifosi, sono assai legato ai Maio ed alla cosiddetta vecchia guardia. Ovvero ai vari Mammarella, Aridità, Di Cecco, Amenta (coi quali è stato di recente in vacanza nel Salento, ndc). Tutta gente che, a quanto pare, dovrebbe essere riconfermata in blocco». Un gruppo del quale, fino ad un anno e mezzo fa, faceva parte anche capitan D'Aversa, il vostro prossimo allenatore: «Avendo avuto modo di conoscerlo bene e vedendo come si muoveva, fuori e dentro il campo, sapevo che prima o poi avrebbe iniziato ad allenare. Era solo questione di tempo e sono convinto che farà bene, avendo mezzi e carisma per ricoprire un tale ruolo». L'ha sorpresa il passaggio al Pescara di mister Baroni? «Un po' sì, ma io ragiono da lancianese, condizionato cioè dal campanilismo. Lui invece, che è toscano ed è un professionista, non ha di certo remore del genere per cui ci sta che abbia accettato l'offerta, sperando in un ulteriore salto di qualità». Cosa si sente di promettere ai suoi concittadini? «Il massimo impegno e, soprattutto, la serietà professionale che ha da sempre contraddistinto questo gruppo, nel bene come nel male», conclude Antonio Aquilanti da Pesaro, dove sta trascorrendo gli ultimi scampoli di vacanza. Tra qualche giorno, infatti, si tornerà a sudare sui campi: dal 14 luglio in sede per poi partire alla volta di Roccaraso. Quanto al mercato, la prossima dovrebbe essere una settimana decisiva per la chiusura di almeno un paio delle tante trattative allacciate in questi giorni: dal prestito di Doukara (Catania) a quello di Frediani (Roma), passando per qualcuno dei tanti giovani (Gallo, Nava, Conti, Gagliardini e Dodou) in forza all'Atalanta.
Stefano De Cristofaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

