Aquilanti, una vittoria per il compleanno

Virtus domenica a Perugia, il difensore frentano doc spegnerà 30 candeline: «Lucidità e cattiveria, solo così possiamo rialzarci». Piccolo e Aridità in dubbio
LANCIANO. Maggiore cattiveria agonistica. È quello che serve alla Virtus secondo Antonio Aquilanti, perno della difesa rossonera, per uscire da questo momento di difficoltà, da un inizio di campionato non proprio dei migliori con due sole vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte, tutte maturate fuori casa, dopo buone prestazioni. «È un momento difficile per noi, lo sappiamo», ha detto il difensore, lancianese doc, che nella sua città è tornato a vivere e giocare dal 2010, quando la Virtus lo acquistò dalla Pro Patria, «ma ci siamo confrontati sugli errori commessi per evitare di ripeterli. Sappiamo quali sono gli aspetti sui quali lavorare e quali migliorare: ovvero serve maggiore solidità in fase difensiva e più concretezza sottoporta».
Aspetti che si possono migliorare con un po’ di cattiveria agonistica in più, quella che chiede da tempo l’allenatore Roberto D’Aversa. «Cosa ci è mancato in questo periodo? Credo un po' di cattiveria agonistica: quella che ci ha sempre contraddistinto», ha ripetuto Aquilanti. «Sono sicuro che se riusciremo a superare questo momento insieme, potremo toglierci le nostre soddisfazioni».
E a rendere ancora più delicato questo periodo è anche il punto di penalizzazione avuto dalla società per non aver pagato nei termini previsti l’Iva del campionato 2012. «Il punto tolto? Sono aspetti che non ci interessano», ha tagliato corto il giocatore che è sotto contratto fino al 2017, «dobbiamo andare avanti e pensare solo al campo e tornare a fare risultato già domenica a Perugia».
Dove non sarà una partita facile. Il Perugia se è vero che in attacco manca di concretezza, come la Virtus, e ha segnato poco ( 6 gol, peggiore attacco del campionato, ndc) è anche vero che è una squadra solida in difesa e che in casa non ha mai perso. «Il Perugia non sta vivendo un momento positivo, come noi del resto», ha chiuso il difensore che proprio domenica compirà 30 anni. «Sappiamo che sarà una gara veramente dura da affrontare: loro hanno giocatori di grande esperienza come Ardemagni e Del Prete, solo per citarne alcuni, e dobbiamo cercare di rimanere concentrati perché sappiamo che dipende tutto da noi».
Per quanto riguarda la squadra, il tecnico D’Aversa ha qualche grattacapo. Nell’allenamento di ieri, a cui ha partecipato un gruppo di una quarantina di tifosi che ha incitato la squadra che li ha ringraziati con un applauso sotto gli spalti, hanno svolto differenziato l’attaccante Antonio Piccolo, il portiere Vincenzo Aridità, l’attaccante Manuel Turchi e il baby Marco Di Benedetto.
A far preoccupare Roberto D’Aversa sono soprattutto Piccolo e Aridità che hanno svolto un lavoro differenziato per motivi precauzionali, visto che hanno dei fastidi muscolari. Oggi si saprà qualcosa di più sulle loro condizioni, se potranno scendere in campo al Curi.
Al momento sono in forse. Ieri, infatti, nella partita a tutto campo con alcuni componenti della Primavera -in gol Paghera, Ferrari e Padovan- in porta c’era Angelo Casadei e in attacco, accanto a Ferrari, c’era Lanini che finora è partito una sola volta da titolare, pur avendo giocato 10 gare su 11. Un attacco rivoluzionato quello contro la Primavera visto che a sinistra ha giocato Marilungo, che si spera possa scendere in campo dal primo minuto, al posto di Di Francesco. A centrocampo il volto nuovo era quello di Crecco al posto di Di Cecco, con Paghera e Ze Eduardo a completare la linea mediana.
Teresa Di Rocco
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