Arbitri pescaresi in festa Nicchi: qui grandi talenti

10 Novembre 2018

Il numero uno dei fischietti: «Noi italiani siamo un modello a livello mondiale»

PESCARA. La sala gremita del museo Colonna ha fatto da cornice alla festa organizzata per gli 80 anni della sezione Aia di Pescara, senza dubbio una delle più longeve dell’intero panorama nazionale. Tanti gli ospiti illustri presenti per l’occasione, dal neo presidente della Figc Gabriele Gravina al presidente dell’associazione italiana arbitri Marcello Nicchi, sicuramente tra i più attesi insieme alle massime autorità regionali come il presidente Figc Abruzzo Daniele Ortolano, il presidente della Aia Pescara, Francesco Di Censo, e Angelo Giancola, numero uno dell’Aia Abruzzo.
Tutti insieme, sul palco allestito nella sala del museo Colonna, hanno ripercorso il lungo cammino fatto dalla sezione Pescarese, affrontando tra le altre cose il rapporto di sinergia tra l’Aia e il sociale.
Ma, inevitabilmente, non sono mancate le domande sullo stato del calcio italiano, visibilmente provato dal fallimento mondiale e da un’estate passata ancora una volta a fare i conti con le sentenze dei tribunali. «C’è molto da lavorare, ma bisogna farlo da ottimisti», dice il presidente della Figc Gabriele Gravina. «Ci troviamo davanti ad una federazione in cui i problemi non mancano, inutile nascondersi, ma occorre remare tutti dalla stessa parte per uscire dal torpore in cui siamo caduti negli ultimi anni».
Quindi preferisce non entrare nel merito delle sentenze che hanno accompagnato e continuano ad accompagnare il campionato di serie B, con la pronuncia del Consiglio di Stato attesa per il 15 novembre: «Le sentenze vanno rispettate. Ma allo stesso tempo, dopo averle ascoltate, sarà necessaria una riflessione politica in federazione».
Alla serata sono intervenuti i circa 280 fischietti della sezione di Pescara, ed è proprio a loro che va il pensiero del presidente Marcello Nicchi: «Innanzitutto occorre evidenziare la lunga storia dell’Aia di Pescara e per farlo basta sottolineare che si festeggiano addirittura gli 80anni, all’interno del contesto nazionale che ne ha 110 di vita. Quella di Pescara, ma più in generale quella abruzzese, è sempre stata un’ottima fucina di talenti, basti pensare a Calvarese, Rodomonti (presente in sala, ndc) e i vari Di Paolo, Di Martino e Dionisi che oggi fischiano in serie B. Noi siamo 35mila, ma ancor prima di essere arbitri vogliamo che i nostri ragazzi siano uomini. Per fortuna sotto questo profilo ci possiamo dire più che soddisfatti e i risultati si vedono. Non a caso gli arbitri italiani sono sempre stati e continuano ad essere un modello a livello mondiale».
Gli fa eco Angelo Giancola, che scende nel dettaglio per analizzare le cose di casa: «Non possiamo dirci che contenti per i risultati che stiamo ottenendo, ma adesso arriva il momento del ricambio generazionale e suppongo che serviranno almeno un paio d’anni per poter vedere un altro direttore di gara abruzzese arrivare in alto. Ci auguriamo che Calvarese possa andare avanti almeno per un altro anno. Dietro abbiamo giovani interessanti come Di Paolo, Di Martino e Dionisi, ai quali mi auguro possa presto aggiungersi Camplone. È ovvio che a questi ragazzi serva ancora del tempo, ma siamo convinti che ci daranno grandi soddisfazioni».
La festa è andata avanti fino a ora di cena, con gli interventi di addetti ai lavori e autorità, tra le quali l’assessore regionale allo sport Silvio Paolucci, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini e l’assessore alle politiche sociali Antonella Allegrino. Presente in sala anche il presidente onorario del Peacara Vincenzo Marinelli.
Al termine dei lavori, cena di gala al ristorante Roof Garden, proprio a due passi dal museo, il modo migliore per chiudere in bellezza la festa per gli 80anni degli arbitri pescaresi.
Adriano De Stephanis
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