Arrestato tifoso pescarese E’ rissa anche tra gli allievi

Otto fermi per i disordini di sabato a Latina, uno è un ultrà biancazzurro 32enne E a Frisa una partita giovanile finisce con una scazzottata e tre feriti (denunciati)
PESCARA. Dai campi di calcio alle aule di tribunale. Addirittura in carcere. In Abruzzo gli episodi di violenza dentro e fuori dal rettangolo di gioco sono in crescita e non c’è verso di invertire la tendenza. Coinvolgono tifosi e calciatori, senza distinzioni.
In carcere un tifoso del Pescara. Tra le otto persone arrestate a seguito della rissa che si è verificata sabato, fuori allo stadio Domenico Francioni di Latina, c’è anche un pescarese, Alfredo D’Angelo, 32 anni, venditore ambulante di pesce. I sette indagati di fede nerazzurra sono stati identificati dalla Digos di Latina, mentre l'ottavo è stato riconosciuto dalla Digos di Pescara, agli ordini di Leila Di Giulio. Alfredo D’Angelo deve rispondere di rissa, resistenza a pubblico ufficiale aggravata e travisamento. Rendendo noti i nomi dei tifosi arrestati, il questore di Latina, Giuseppe De Matteis, ha lanciato un monito a chi si rende responsabile di episodi simili.
I sette – accusati a vario titolo di rissa, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, rapina, lancio di oggetti, violenza durante manifestazioni sportive e travisamento – sono Giancarlo Alessandrini, 41 anni, capo degli ultrà nerazzurri, Emanuele Minniti (20), Alessio Di Razza (19), Mirko Abbracciante (30), Massimo Scarpati (50), Stefano Simi (38), Giancarlo Fabroni (42). Il tutto è accaduto alle 14.45 circa, prima del fischio di inizio, in via Dei Mille, alle spalle della curva nord, nei pressi dell'ingresso riservato alla tifoseria locale. In quel punto i pescaresi non dovevano passare – e non si è capito come ci sono arrivati – , per questioni di sicurezza, e invece i due mini bus e le auto si sono fermate proprio lì. I biancazzurri sono scesi dai mezzi e in pochi secondi si è accesa la rissa, dicono dalla questura di Pescara.
Complessivamente sono rimaste coinvolte nel parapiglia un centinaio di persone, di cui una trentina o forse più pescaresi. Quelli direttamente implicati nella rissa avevano delle mazze, bastoni per bandiere e altri oggetti, usati per darsele di santa ragione. Le forze dell'ordine sono intervenute e hanno separato i più facinorosi, mentre la polizia scientifica riprendeva tutto ed è stato grazie ai filmati di quei minuti che si è riusciti a dare un nome agli arrestati. Molti avevano il volto parzialmente coperto, compreso il pescarese, che però per la Digos è un volto noto. Anche un altro tifoso biancazzurro è stato già identificato e per lui, dopo la zuffa, è stato necessario il ricorso alle cure ospedaliere, essendo ferito alla testa. Il caso non è chiuso perché, nel momento in cui saranno identificati anche altri, si procederà con le denunce e le richieste di Daspo.
La rissa tra ragazzi a Frisa. Prima le cure in ospedale per le ferite riportate, poi la denuncia per rissa da parte dei carabinieri di Lanciano al tribunale dei minori dell’Aquila.
E’ finita nel modo peggiore per tre ragazzi la partita degli Allievi (nati dal 1998) tra Asd Guastameroli calcio e Sporting Vasto giocata domenica mattina.
Una sfida di campionato, la prima giornata di ritorno, in cui il calcio ha mostrato il lato più brutto: quello violento.
Uno scontro di gioco, a partita quasi finita, avrebbe dato il via ad una rissa tra i giocatori in campo, tutti minorenni ovviamente. Tre di loro, come riportano le forze dell’ordine, hanno riportato addirittura delle lesioni: un giocatore del Guastameroli ha problemi ad un occhio per la frattura dell’osso orbitale, mentre due giocatori del Vasto hanno lasciato il campo con un dente rotto e labbra e naso spaccati. Tutti e tre sono stati medicati in ospedale dove il calciatore del Guastameroli è tutt’ora ricoverato. E tutti e tre sono stati segnalati dai carabinieri al tribunale dei minori dell’Aquila per rissa.
L’informativa delle due pattuglie intervenute per sedare la rissa, su richiesta di alcuni spettatori, è partita ieri. Nello stesso tempo si stanno chiudendo le indagini per chiarire la dinamica degli eventi per capire chi ha innescato il parapiglia che ha coinvolto quasi tutti i giocatori in campo. Rissa, lesioni e intervento dei carabinieri: elementi che non farebbero di certo pensare ad una partita di calcio che dovrebbe comprendere parole come fair play, gioia ed emozioni.
Il presidente dello Sporting Vasto, Luciano Di Pasquale ha preferito non rilasciare dichiarazioni in merito. «E’ un fatto grave che evidenzia il fallimento anche nell’educare forse i ragazzi allo sport», ha detto il responsabile del settore giovanile del Guastameroli Mario Spargoli, «un fatto grave avvenuto a risultato ormai acquisito, tra giocatori di due squadre che non avevano vecchie ruggini. Noi dirigenti infatti assieme abbiamo fatto di tutto per sedare la rissa. Non siano riusciti ad evitare il peggio». Ossia le lesioni, la segnalazione al tribunale dei minori e l’avvio del procedimento della diffida.
hanno collaborato
Flavia Buccilli e Teresa Di Rocco
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