Ascoli attacca, Teramo replica: scorretto

9 Luglio 2015

Il legale dei bianconeri Grassani: «Chiaro illecito, Campitelli ruolo attivo». Il Diavolo: «Ma che cosa dici?». E minaccia querele

In attesa delle audizioni della procura federale – a questo punto dovrebbero slittare ai primi giorni della prossima settimana – va in scena il duello in punta di diritto sportivo tra Teramo e Ascoli. Ovvero, tra due principi del foro che da anni animano le sfide davanti alla giustizia sportiva. Vale a dire Eduardo Chiacchio, che difende il Teramo, e Mattia Grassani, il legale nominato dall’Ascoli che ha intenzione di inserirsi nell’eventuale processo sportivo come parte civile. L’obiettivo del club bianconero è quello di ottenere la condanna del Teramo per poter prendere il suo posto in serie B.

A dare fuoco alle polveri ha provveduto Mattia Grassani che ha sostenuto, senza mezzi termini, che «il Teramo ha comprato la partita e che il ruolo di Campitelli nella combine è palesemente attivo». E che il Teramo deve perdere la serie B, quello che sostiene l’Ascoli.

E nel gioco delle parti, ecco la replica del Teramo, ovviamente ispirata dall’avvocato Chiacchio che domani dovrebbe essere in città per una conferenza stampa al fianco del presidente Campitelli (ieri a Milano al debutto nell’assemblea di Lega di B). Una replica dai toni duri, visto che ha accusato l’Ascoli di tenere un «comportamento sleale, scorretto, speculativo, assolutamente non ammissibile» dal momento che non è stato ancora istruito un processo sportivo.

Non basta: «Traspare evidente l'avvilimento per il primo posto della Lega Pro perduto con il siderale distacco di 4 punti in classifica dalla trionfatrice», si legge nella nota del Teramo. «Come pure è chiara la mortificazione sportiva per l'eliminazione al primo turno dei play off per la promozione in serie B. Ma gli insuccessi sportivi non giustificano assolutamente giudizi e considerazioni gratuiti ed immotivati perfino su eventuali sentenze della giustizia sportiva».

Poi l’affondo, evidentemente ispirato dall’avvocato Chiacchio: «Quanto alle considerazioni dell'avvocato Mattia Grassani, nelle sue valutazioni dimentica di aver addirittura patteggiato, quale difensore del Grosseto, società deferita per responsabilità oggettiva, la sanzione di 6 punti in classifica, di fronte a ben otto illeciti consumati e confessati da tesserati del sodalizio sportivo toscano tra cui il direttore sportivo ( 0,75 punti di penalizzazione per ogni gara frutto di combine)», accusa il Teramo. «All’epoca, furono indignate ed inutili le vibranti reazioni delle società retrocesse a seguito della clamorosa sentenza, Gubbio, Vicenza e Nocerina».

Ancora un affondo diretto all’Ascoli: «Non si comprende, inoltre, a quale giustizia faccia riferimento. Probabilmente quella che consente di conseguire successi, nonostante veri e propri fallimenti tecnici».

Infine, l’ultima stoccata: «I processi vanno celebrati nelle aule di giustizia e non a mezzo stampa! Con riserva di chiedere la prescritta autorizzazione alla Figc per agire nelle competenti sedi legali». Insomma, il Teramo minaccia di portare l’Ascoli e l’avvocato Grassani in tribunale.

Da qui all’eventuale celebrazione del processo, questi duelli saranno frequenti. E il botta e risposta delle ultime ore è solo l’antipasto di quanto potrebbe avvenire in aula.

La reazione del Teramo è anche un segnale dell’inversione di tendenza della gestione mediatica della vicenda-Savona. Un’inversione voluta dall’avvocato Eduardo Chiacchio, la cui linea difensiva davanti alle accuse della procura federale sarà sostanzialmente imperniata sull’assoluta estraneità alla vicenda del presidente Campitelli, in modo tale da scongiurare lo scenario peggiore che prevede la retrocessione all’ultimo posto in classifica.

Per Chiacchio si può eventualmente parlare di un tentativo di combine non riuscito. Tutt’al più.

@roccocoletti1

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