Assaggi di Zemanlandia: gol, spettacolo e applausi

Gli attaccanti gongolano, più di due gol a partita dall’avvento del boemo
PESCARA. Assaggi di zemanlandia. Perché a Pescara basta poco per riaccendere quei ricordi legati alla squadra dei sogni che regalò calcio spettacolo a tutti con la promozione in serie A. E il primo tempo di domenica scorsa è stato sottolineato da un lungo applauso dei tifosi. Ritmi alti, belle giocate, attacco champagne e quattro gol realizzati. È un Pescara che piace, è un Pescara che ogni settimana aggiunge qualcosa del suo allenatore e, nella fase offensiva, i numeri premiano le scelte di Zeman. Sei partite del boemo sulla panchina 13 gol segnati e una sola volta, a Messina, una gara chiusa senza realizzare un gol. Oramai gli indizi sono tanti, il Pescara ha cambiato marcia e promette gol e spettacolo.
I numeri. Con Zeman in panchina a Messina un passo falso, ma per tre volte la squadra ha realizzato due reti, una volta è arrivato il tris (Turris) e domenica scorsa è stato servito il poker. E nella casella dei gol segnati in stagione dopo il Catanzaro dei record c’è proprio il Pescara. Scavalcati Foggia e Crotone, 53 reti realizzate e ancora tanti margini di miglioramento come sottolineato proprio da Zeman dopo il 4-1 rifilato alla Virtus Francavilla. «Dobbiamo verticalizzare di più, non sono contento al 100%. Secondo tempo? Da buttare». In realtà Zeman si coccola i primi assaggi del suo Pescara e, quando i numeri dicono che con la sua gestione la squadra segna più di due gol a partita, vuol dire che la strada è quella giusta. Soprattutto se si considera il momento da cui venivano Kolaj e compagni e quella folle involuzione con la squadra che nell’ultimo mese - a febbraio - non tirava mai in porta. Da costruire zero occasioni a realizzare due gol a partita di differenza ce n’è tanta. E Zeman è riuscito in poco tempo a cambiare pelle ai suoi.
Fattore Lescano. Non ci sono più parole per sottolineare come quei due mesi - ai margini della formazione titolare - siano stati inspiegabili e folli per il Pescara. Lescano ha realizzato 16 gol in stagione, con Zeman ben sette reti (in sei gare), due doppiette firmate e soprattutto tanta leadership in campo. Non solo gol, ma tanta sostanza, assist e gioco di squadra. Un po’ come era stato il Lescano di inizio anno a Foggia o Potenza prima dell’inspiegabile situazione che si era creata. Un vero numero 10 in campo: bomber quando serve e regista per i compagni. Come in occasione del rigore che si è procurato Davide Merola: movimento giusto verso il pallone e verticalizzazione rapida per il compagno.
Merola e Kolaj. A proposito di Davide Merola. Rispetto ai compagni partiva in vantaggio perché Zeman lo ha avuto lo scorso anno a Foggia e perché conosceva a memoria tutti i suoi movimenti. E Davide Merola non ha deluso: qualche problema in zona gol all’inizio, ma sempre facendo le scelte giuste. E con la Virtus Francavilla anche per lui è arrivata la doppietta che permette all’attaccante di fare il pieno di fiducia. Ma chi ha cambiato veramente marcia con l’arrivo di Zeman è Aristidi Kolaj. Ad un passo dal Crotone nel mercato di gennaio, l’ex Alessandria in stagione non aveva mai trovato continuità. Qualche spezzone buono, un secondo tempo champagne ad Avellino, ma nulla più. Ora è un altro giocatore: l’unico nella rosa ad avere nel Dna il movimento palla al piede verso le zone centrali con il terzino che apre lo spazio. E con Lescano e Merola il feeling cresce. Desogus e Delle Monache? Saranno fondamentali con le loro caratteristiche, al pari di Cuppone e Vergani che ora sono chiusi da Merola e Lescano.
Il calendario. Il Pescara ha 4 punti di vantaggio su Foggia e Picerno. Terzo posto blindato? Non ancora perché nell’ultimo turno di campionato c’è lo scontro diretto a Picerno. Arrivare con lo stesso vantaggio di oggi garantirebbe tranquillità e per farlo servono le vittorie con Taranto e Monopoli.
Enrico Giancarli
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