Asta: non ho digerito gli esoneri di Teramo e Feralpisalò

4 Ottobre 2018

Il tecnico: «In entrambe le piazze ero in linea con gli obiettivi ma sono stato mandato via ingiustamente. Che delusione»

TERAMO. Antonino Asta è il doppio ex della sfida Feralpisalò-Teramo, in programma domenica alle 14,30. Per il tecnico di origini siciliane è una gara particolare, perché si affrontano le ultime squadre da lui allenate e dalle quali è stato esonerato. Asta, proiettandosi verso il match in terra bresciana, racconta al Centro come sta vivendo questi mesi senza panchina.
Mister Asta, come la vede la gara di domenica?
«E' una partita delicata per entrambe. Vedere la Feralpisalò all'ultimo posto della classifica, seppur con una gara da recuperare, è una cosa strana. La Feralpi ha un organico allestito per stare in alto e alla lunga verrà fuori. Il Teramo, dal canto suo, potrebbe sfruttare il momento di difficoltà degli avversari e tentare il colpaccio».
Che idea si è fatto del Teramo di quest'anno?
«Secondo me, ha una buona squadra e faccio i complimenti alla società per come si è mossa. Analizzando la rosa ci sono giocatori importanti. Un centrocampista come Proietti, per esempio, è un lusso per la serie C. In avanti, Bacio Terracino è una certezza e Piccioni può arrivare in doppia cifra, per non parlare, poi, di giovani interessanti come Lewandowski, Zecca, Ventola, Fiordaliso e Persia. Il Teramo potrà giocarsela contro tutti».
Se ripensa ai due esoneri di Salò e di Teramo che sensazioni prova a distanza di un po' di tempo?
«C'è ancora tanta amarezza. Nel calcio di oggi il destino di un allenatore è legato di più agli umori che ai risultati ed è l'anello debole di un progetto. Sia a Salò che a Teramo ero in linea con i programmi iniziali, ma all'improvviso hanno deciso di mandarmi a casa. Qualcosa l'ho sbagliata, indubbiamente, però la mia media-punti è sempre stata più alta di chi poi mi ha sostituito. Questi due esoneri rappresentano le delusioni più grandi della mia carriera da allenatore. Non ho rancori, comunque, nè verso la Feralpi nè nei confronti del Teramo».
Rifarebbe quindi la scelta di non tornare a Teramo quando l'hanno chiamata alla vigilia dell'ultima di campionato?
«Assolutamente sì. Lo rifarei altre mille volte. E' stata una scelta dettata dalla dignità e anche dalla logica. Sarei tornato solo se fossi stato davvero consapevole di aver fatto male nei miei sei mesi trascorsi alla guida della squadra. Quando sono stato esonerato il Teramo era fuori dalla zona play out. Il Teramo non lo avevo messo io nella situazione di classifica d'inizio maggio e per questo ho preferito declinare l'invito e rinunciare all'ultima parte di contratto».
Come sta vivendo questi mesi senza panchina?
«Mi sto aggiornando e sto vedendo tante partite, di ogni categoria. Non mi piango addosso. E' la prima volta, da quando ho iniziato ad allenare, che sono fermo. Sfrutto questa fase di stop per crescere e imparare altre cose».
Lei è un ex del Monza. Che ne pensa dell'ingresso in società di Berlusconi e Galliani?
«E' un ottima cosa, per tutto il movimento calcistico. Il Monza può davvero sognare in grande per il futuro».
Ha un sogno nel cassetto?
«Nessuno mi ha mai regalato niente, sia da giocatore che da allenatore. Ma chissà, un giorno arrivo ad allenare in serie A proprio come mi è capitato nella carriera da calciatore».
Gaetano Lombardino
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