Atalanta fuori, addio Europa League
Nerazzurri eliminati dopo i calci di rigore, va avanti il Copenaghen
COPENAGHEN. Una battaglia trascinata fino ai tiri di rigore e l'Atalanta ci rimette le penne, fallendo il primissimo obiettivo stagionale. La squadra di Gasperini arriva sul dischetto piegata sulle ginocchia e al Telia Parken di Copenaghen sono i padroni di casa, pur stretti d'assedio anche se molto meno rispetto al Mapei Stadium, a strappare il biglietto per la fase a gironi di Europa League, preparandosi al sorteggio di oggi all'ora di pranzo al Grimaldi Forum. E così la sfida finisce ai calci di rigore, dove i nerazzurri pagano gli errori del Papu Gomez e soprattutto di Cornelius, che di fronte ai suoi ex tifosi fallisce l’ultimo, decisivo tiro dal dischetto. Il Copenaghen vince dunque 4-3 e si qualifica, ma per l’Atalanta i rimpianti sono davvero tanti. Perchè sotto la pioggia danese, la squadra di casa prova ad affrontare la gara in modo diverso rispetto alla scorsa settimana, cercando di non farsi schiacciare dagli orobici, ma in centoventi minuti riesce a tirare una sola volta in porta, mentre le occasioni degli uomini di Gasperini non si contano. La prima occasione del match è nerazzurra: dagli sviluppi del primo corner Zapata non riesce a inquadrare la porta da pochi passi. Al 9’ l’unica vera parata di Gollini, che deve impegnarsi per trattenere la conclusione di Fischer dai venti metri. Superato il primo quarto d’ora, l’Atalanta comincia a macinare il solito gioco e mette alle corte i danesi. Al 17’ De Roon scalda i guanti a Joronen, miracoloso tre minuti dopo nel respingere il destro di Pasalic da pochi passi. Gli uomini di Gasperini spingono molto, i tentativi del centrocampista croato e del Papu Gomez non sono precisi. Nel secondo tempo, inizia a macinare il Copenaghen, ma l’Atalanta non si scompone. Si va così ai supplementari e i cambi di Gasperini restituiscono energie agli orobici, ma senza trovare il go. Si va dunque ai rigori e la tensione tradisce Gomez e Cornelius e l’Atalanta deve salutare l’Europa League.

