Auteri polemico: rigore inesistente Ferrari: «Ora non voglio fermarmi»

PESCARA. E pure stavolta Auteri, tra un reparto offensivo che non vede la porta e una difesa che ogni tanto la spalanca all'avversario, mette dietro la lavagna... L'arbitro. Ci si ferma per qualche...
PESCARA. E pure stavolta Auteri, tra un reparto offensivo che non vede la porta e una difesa che ogni tanto la spalanca all'avversario, mette dietro la lavagna... L'arbitro.
Ci si ferma per qualche minuto, alla fine della conferenza stampa, a ricostruire l'azione del rigore trasformato da Volpicelli, mimando i movimenti di Drudi e di Martinelli. «Ma come fai a dare quel rigore? Drudi si è messo lì, quello l'ha attaccato», ricostruisce il tecnico biancazzurro, «si sono toccati, è caduto male, ma non c'era la palla, non poteva mai prenderla. Se dai questi rigori ne devi dare 10 a partita. Ma dai». Sì, mister, ma cerano 86 minuti più i recuperi, una squadra che vuol vincere il campionato la deve raddrizzare comunque, e la può anche ribaltare.
Invece il Pescara ha rischiato di brutto prima di quella zampata di Ferrari in pieno recupero. E allora, Auteri è più soddisfatto o più arrabbiato? «Non so che dire, il pareggio è meritatissimo, abbiamo forse il demerito di esserci un po' innervositi dopo aver subito lo svantaggio, di aver rischiato su qualche ripartenza della Viterbese ma se il pari fosse arrivato prima, si poteva vincere. Certo è che alcune decisioni e il gioco spezzettato non ci hanno aiutato». Ok mister, però resta un dato di fatto: si continua a prendere gol a ogni partita e si concretizza poco.
«Che dire? Che forse è meglio lavorare che parlare. Errori ne abbiamo fatti, ma la squadra reagisce, lotta e questo è molto positivo. Abbiamo creato tanto, sette-otto occasioni da gol. Se poi ci si mette pure l'arbitro...». E quel centrocampo senza un elemento capace di dare tempi e distanze? Forse l'assenza di Pompetti pesa. «Quanto a geometrie», replica quasi spiazzante Auteri, «non siamo andati male, Memushaj ha fatto bene. Pompetti? Purtroppo non c'è, ma là in mezzo siamo competitivi».
E ancor meno Auteri sembra disposto a concedere sulle scelte iniziali, un attacco di brevilinei contro una difesa piuttosto fisica. Forse non l'ideale, ancor meno dopo lo svantaggio.
«La formazione iniziale era giusta. Dopo il gol non abbiamo fatto benissimo, non siamo stati bravi ad aprire le loro linee, ma la pressione sulla loro porta è stata costante. Andate a guardare anche gli angoli, i numeri dicono qualcosa. Poi nella ripresa», conclude, «abbiamo messo un po' più di peso e la pericolosità è cresciuta».
Per un Auteri insoddisfatto e polemico, c’è un Ferrari che gongola. «Se sono contento? Di più, contentissimo. Lo cercavo, ci tenevo molto a far gol, sapete quanto conta per un attaccante riuscire a sbloccarsi. Quanto al resto», prosegue il bomber italo-argentino, «ci dispiace molto per il pari, perché volevamo i tre punti. Ma la squadra non si ferma mai, l'avete vista, corriamo fino alla fine, questo è motivo di fiducia. I miei partner preferiti? Mi trovo bene tutti, con Cristian (Galano) o Clemenza come con Rauti o Michael (De Marchi) e D'Ursi. Se gioco, vanno tutti benissimo...», conclude sorridendo.
Walter Nerone
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