Baez, talento uruguaiano in cerca della consacrazione

31 Agosto 2017

Nel suo Paese lo paragonano a Suarez del Barcellona: «Voglio giocare e segnare tanto: l’obiettivo è tornare in serie A»

PESCARA. Cresce la colonia uruguaiana. A Gaston Brugman e ad Edgar Elizalde si è aggiunto Jaime Baez, esterno offensivo di proprietà della Fiorentina. La trattativa è nata quando il club viola ha prelevato Cristiano Biraghi dal Delfino. Nel corso dei contatti tra le due società è emersa la possibilità di far arrivare in Abruzzo il promettente attaccante che dopo i primi giorni di scetticismo sta guadagnando la stima di Zdenek Zeman. «Per me questa è una grande chance», afferma il 22enne di Montevideo, «sono in una squadra forte e ambiziosa e pero di mettermi in mostra». La concorrenza non lo spaventa. «Siamo in tanti, però ho fiducia nelle mie potenzialità. Voglio giocare e segnare tanto. Saremo tutti impegnati in una sana lotta per la conquista del posto da titolare. A Pescara mi sono trovato subito a mio agio perché c’è un gruppo di bravi ragazzi. Ho la fortuna di avere con me due compagni uruguaiani, Brugman ed Elizalde, che prima di venire qui non conoscevo, ma la loro presenza sarà fondamentale per me». Nella scorsa stagione ha totalizzato 20 presenze (9 dal primo minuto) con lo Spezia di Mimmo Di Carlo e ora cercherà di consacrarsi alle dipendenze del boemo. «L’idea di calcio di Zeman mi piace molto perché esalta gli attaccanti. Mi auguro di raggiungere insieme ai miei compagni l’obiettivo di riportare il Pescara in serie A». In Uruguay lo paragonavano a Luis Suarez. L’uruguaiano del Barcellona è una prima punta, mentre Jaime preferisce partire da sinistra, accentrarsi ed esplodere il suo tiro potentissimo, anche se in passato ha ricoperto tutti e tre i ruoli del tridente. I movimenti di Baez sono simili a quelli del “Pistolero” e le sue migliori qualità sono la tecnica e la velocità. Jaime è un figlio d’arte. Suo padre, Enrique Baez, ex attaccante del Wanderers e del Nacional Montevideo, ebbe anche un’esperienza in Europa nell’Austria Vienna ed era nella rosa della Nazionale uruguaiana che vinse la coppa America nel 1987 in Argentina battendo in semifinale le Selecciòn di un certo Diego Armando Maradona. Era la Celeste di Enzo Francescoli e Ruben Sosa, due calciatori che in seguito si affermarono anche in Italia rispettivamente con le maglie di Cagliari e Lazio. Ora tocca a Jaime, che due anni fa è stato acquistato dalla Fiorentina per 2,3 milioni di euro. Cresciuto nel Las Piedras, ha giocato con lo Juventus e Defensor Sporting debuttando a 17 anni nella serie A uruguaiana. Zeman riuscirà a valorizzare anche lui? (g.t.)
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