Baldini si gode i tre punti «Ma bisogna migliorare»

Il tecnico a fine partita: «Non dobbiamo mai mollare, Ferraris un jolly prezioso» L’amarezza del pescarese Prosperi: «Grande emozione, ma troppe imprecisioni»
PESCARA. Resilienza. L’ha citata Baldini qualche settimana fa in una delle sue conferenze stampa. Ieri sera la resilienza ha funzionato allo stadio Adriatico-Cornacchia per ribaltare una partita che era iniziata in salita dopo 50 secondi. I biancazzurri non si sono persi d’animo, uscendo dalle difficoltà con pazienza e tenacia raggiungendo in zona Cesarini la vittoria che vale la testa della classifica. «Peccato per l’errore di Pellacani all’inizio», ha esordito Baldini, «e già nel primo tempo abbiamo fatto giocate intelligenti che meritavano il gol che poi è arrivato grazie al movimento delle mezze ali che si sono inserite bene». Mister Baldini ha invocato la disciplina: «A questa squadra cerco di dare delle regole anche se in certe situazioni, come stasera, si deve avere la capacità di andare oltre la realtà per trovare vittorie così. Pensate che Brosco, il capitano, si è reso disponibile a fine primo tempo per essere sostituito visto che era già ammonito». Un miracolo sportivo, lo ha definito l’allenatore toscano. Ferraris che entra e segna merita di essere titolare?: «Fino a che entrerà e risolverà le partite va bene così», ha scherzato Baldini, «ma arriverà anche per lui la maglia da titolare».
Ieri, primo giorno di scuola e l’allenatore della Pianese, il pescarese Fabio Prosperi, visibilmente emozionato all’ingresso in campo, come un giovane insegnante che varca la soglia della scuola in cui era stato allievo, si è avvicinato a Silvio Baldini e lo ha abbracciato. Ripercorrere i corridoi dello stadio Adriatico-Cornacchia dai quali, da bambino, grazie al papà Edmondo, riusciva a sbirciare i campioni della serie A, non lo ha lasciato indifferente. E ai suoi calciatori ha assegnato un compito difficile, stando attento a non uscire fuori tema e ci era quasi riuscito.
«Abbiamo affrontato una squadra veramente forte», ha spiegato Prosperi, «e mi spiace di aver preso gol nel momento in cui il Pescara aveva smesso di attaccare e dopo che ci eravamo difesi per mezz’ora in dieci. Una squadra come la nostra doveva venire a fare questo tipo di gara a Pescara e sono amareggiato per il risultato». Prosperi riflette sulle varie fasi della gara: «Quando una squadra come il Pescara, che finora mi è sembrata la squadra più solida, attacca con tanti giocatori bisognava essere più precisi». E’ riuscito a riportare suo papà allo stadio? «Sì, ci siamo guardati quando sono entrato in campo», ha raccontato mister Prosperi, «e mio padre è tornato sugli spalti dell’Adriatico dopo venti anni. Una grande emozione». Il settore dello stadio riservato alla tifoseria ospite era deserto. I 4000 abitanti di Piancastagnaio, che vivono nello splendido scenario delle colline senesi alle pendici del monte Amiata, l’hanno vista in tv. Quasi per non disturbare. Niente a che vedere con il clima che potrebbe esserci tra le due tifoserie, lunedì prossimo, per l’altro posticipo con il Perugia. La scorsa stagione, il 15 gennaio, l’Osservatorio e il Gos concessero la trasferta ai tifosi perugini in possesso di una tessera rilasciata dalla società. Arrivarono in 200 e vennero aggrediti da alcuni ultras pescaresi. Gara sotto analisi da parte delle autorità che, entro un paio di giorni, decideranno quale livello di rischio applicarle. Nota di colore: prima della partita, il presidente Sebastiani ha donato una maglietta con il numero 100 alla tifosa Adalgisa Di Nicola, che ha spento cento candeline qualche giorno fa.
Ettore Cappetti

