Balotelli, 25 candeline nella solitudine di Anfield

13 Agosto 2015

SuperMario nelle retrovie a Liverpool, da astro nascente del calcio italiano a emarginato di lusso

LONDRA. Isolato, emarginato, involuto, il 25esimo compleanno di Mario Balotelli coincide con il punto più basso della sua carriera. Cinque anni fa vinceva il triplete con l'Inter, era l'astro nascente annunciato del calcio italiano. Agli Europei 2012 toccava l'apice sportivo: Mario trascina l'Italia in finale (poi persa) contro la Spagna. Il culmine ma anche l'inizio della discesa. Brusca, repentina, inarrestabile.

Da allora Balotelli ha disputato tre campionati incolore, con la maglia del Milan prima (buono l’avvio, poi tante difficoltà), del Liverpool l'anno scorso. Nel 2015 ha disputato la miseria di quattro partite, da aprile non vede il campo. Una lenta inesorabile regressione tecnico-tattica che lo ha portato ai margini del calcio che conta. Ai tempi dell'Inter di José Mourinho l'attaccante italiano dichiarava spavaldo di voler vincere il Pallone d'Oro. Oggi - dopo il fallimentare mondiale brasiliano che lo avrebbe dovuto consacrare - non lo vuole più nessuno, almeno alle sue condizioni.

Il contratto coi Reds a sei milioni di euro a stagione (fino al 2018) si è trasformato nella sua prigione dorata. Ma ad Anfield Mario è ora un ospite indesiderato, costretto ad allenarsi da solo, in orari diversi dalla prima squadra. A luglio Brendan Rodgers pareva disposto a dargli un'altra possibilità. L'ennesima. Ma dopo essersi presentato in ritiro sovrappeso, è scattato l'esclusione dal tour in Australia . La fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non c'è più fiducia.

Ora Mario, nel giorno in cui spegne 25 candeline, è ad un bivio. Accettare di guadagnare molto di meno pur di restare in Europa (lo vuole la Sampdoria, e probabilmente anche altre squadre di seconda fascia) oppure può emigrare negli Stati Uniti o in Qatar. Altre alternative - almeno per il momento - non ne esistono. Il suo agente Mino Raiola sta facendo i salti mortali per piazzarlo, ma le difficoltà sono enormi almeno per il momento. Il problema infatti non è solo legato alle sue qualità e alla sua imprevedibilità psicologica, ma anche ad un ingaggio troppo alto per la maggior parte dei club disposti a dargli una chance per rilanciarsi. Alla chiusura del mercato mancano ancora due settimane, a 25 anni Balotelli deve infine decidere cosa vuole fare da grande. Le occasioni da sfruttare ora sono poche, pochissime.