Balzano: «Scusa Pescara, Zeman chiama e io vado»

L’ex capitano annuncia: «Sto per firmare col Cagliari, una decisione sofferta Ora si dirà che sono un mercenario, ma devo pensare anche al mio futuro»
PESCARA. È arrivato a Pescara a 25 anni, alla sua prima esperienza vera nel calcio che conta. Faccia pulita, capelli rasati, pochi tatuaggi (ora ne ha 14). Timido, quasi spaventato quando si presentò nell’estate del 2011 in provincia di Viterbo, dove i biancazzurri erano in ritiro. Da lì nacque la Zemanlandia biancazzurra e Antonio Balzano fu uno dei protagonisti indiscussi di quella splendida annata. Fu Zeman a volerlo a Pescara e adesso Zeman lo vuole a Cagliari. Il boemo lo ha portato in riva all’Adriatico e adesso se lo riprende. L’ormai ex capitano del Pescara da un paio di giorni ha rotto gli indugi: giocherà nel Cagliari del boemo, nonostante il rinnovo di contratto propostogli dal Pescara.
Antonio Balzano, è arrivato il momento dei saluti. Andrà al Cagliari, vero?
«Ci sto pensando, credo di firmare nei prossimi giorni. Questa è un’occasione troppo importante della carriera e devo giocarmi tutte le carte per il futuro. Ho 28 anni e non credo che questo treno passi di nuovo. Mi dispiace lasciare Pescara. Il mio stato d'animo è pessimo. Se penso al prossimo campionato quando non indosserò più la maglia biancazzurra mi viene un nodo in gola. Qui ho portato tutta la mia famiglia da un paio d'anni ed è la città dove ho deciso di vivere per sempre».
Perché ha scelto proprio il club sardo?
«Mi ha chiamato Zeman qualche giorno fa e subito il Cagliari che mi ha proposto un contratto biennale con opzione per il terzo. Come posso rifiutare un contratto con una squadra dove c’è l’allenatore che mi ha lanciato nel calcio vero? Ma in tanti non capiranno».
Si spieghi meglio.
«Adesso mi diranno che sono un mercenario, ma non è così. Ripeto, questo treno passa poche volte nella carriera di un giocatore e devo anche pensare al mio futuro. Ho 28 anni e potrò giocare ad alti livelli ancora 4-5 stagioni, quindi…»
È vero che fino alla scorsa settimana stava pensando solo al rinnovo con il Pescara?
«Si, con il presidente Sebastiani avevo la parola per il rinnovo da diverso tempo e stavo anche per firmare, però poi mi ha chiamato il Cagliari».
E ha dovuto subito avvisare i biancazzurri, vero?
«Esatto. Con il Pescara avevo anche parlato dell’eventuale chiamata dalla A. Vado in serie A solo perché c'è Zeman in una piazza come Cagliari, altrimenti non avrei mai fatto questa scelta. Sono davvero legato alla maglia biancazzurra».
Quindi, da come parla, ha già deciso?
«Pensate che non ho ancora detto al mio procuratore di firmare, sono ancora un po' indeciso perché Pescara per me rappresenta tutto. Le lacrime sono scese quando ne ho parlato con i miei amici, figuriamoci quando dovrò fare i bagagli per la Sardegna. Prima di andare, però, voglio incontrare il presidente Sebastiani, anche solo per salutarlo. Con lui, ma anche con gli altri dirigenti, ho un rapporto che va oltre il calcio».
Che cosa non dimenticherà dell’esperienza pescarese?
«Il ricordo più bello è stato sicuramente l'anno della B. Non dimenticherò mai quel giorno a Genova quando battemmo la Sampdoria. Che emozione, mi vengono i brividi. I ricordi più brutti? L'anno della retrocessione, ma anche lo scorso campionato perché siamo andati male rispetto alle aspettative create».
Sarà dura lasciare Pescara.
«Si, anche per i tanti amici che ho qui. Ne lascio tantissimi come Emanuele, Leo, Antonio e, soprattutto, Riccardo Maniero, amico vero, dentro e fuori dal campo».
Arrivederci o addio?
«A Pescara tornerò tra due anni o tra dieci, ma tornerò. Voglio vestire ancora una volta questa maglia. Questa è diventata la mia città».
@luigidimarzio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

