Baroni: «La colpa è mia, lasciate stare la squadra»

L’allenatore fa da scudo, ma striglia il Delfino: «Diamoci una svegliata»
PESCARA. Sorriso sulle labbra e grande tranquillità. Anche in un momento difficile come questo, Marco Baroni non perde il suo aplomb. Sei partite, tre punti e zero vittorie. Il ruolino di marcia del suo Pescara è pessimo, «ma la squadra è viva», ribadisce con fermezza l’allenatore biancazzurro, che sabato contro l’Entella non può assolutamente rimandare l’appuntamento con la vittoria. La società gli ha rinnovato piena fiducia, ora tocca ai biancazzurri: «Sono felice per gli attestati di stima della società. Le aspettative della piazza, giustamente, sono importanti e i risultati ci penalizzano. Sono convinto che ne verremo fuori, provando a limare al massimo gli errori». Ed ecco che salta fuori il problema del Pescara: «Noi in questo momento dobbiamo avere maggiore equilibrio, perdiamo male la palla durante le partite. Serve ritrovare l'equilibrio tattico delle prime gare, ma dobbiamo darci una svegliata senza farci condizionare dal risultato». Baroni vede e rivede tutte le partite della sua squadra, fino a tarda notte. «Sono andato a rivedere le prestazioni contro il Chievo, Renate e Trapani. Lì avevamo una compattezza importante, subivamo pochissimo poi mano a mano l’ abbiamo persa. Nel corso della partita se abbiamo paura di subire indietreggiamo, se siamo consapevoli di fare male spingiamo in avanti e in queste situazioni si creano tanti spazi dove gli avversari possono colpirci». A Catania il deludente Pesoli di nuovo titolare e Appelt a centrocampo, delle scelte che hanno fatto un po’ discutere: «Le rifarei tutte», taglia corto. «Certo, qualcuno deve trovare un po’ di lucidità, ma mi prendo io tutte le responsabilità perché voglio e devo proteggere la squadra». E continua senza un secondo di pausa: «Non sono autolesionista ma faccio delle cose per il bene della squadra. Non sono fatto per tagliare le teste, ma per dare la fiducia ai miei ragazzi. Ripeto, che non bisogna guardare solo al presente, ma anche e soprattutto al futuro. Per uscire da questa situazione tocca solo a noi farlo e senza attaccarci a nessun alibi. Gli arbitraggi? Qualche torto l’abbiamo subito, ma non voglio alibi in questo momento. Nel breve queste situazioni ci penalizzano ma nell’ arco di tutto il campionato torneranno in equilibrio».
Nonostante il tecnico del Lanciano sia abile a dribblare le domande su Pesoli, alla fine una mezza risposta riesce a darla: «Non bisogna gettare la croce addosso ad un singolo giocatore. La responsabilità è mia. C’ è bisogno di aiuto. Ci sono momenti negativi nella carriera di un calciatore, ma in questi momenti esce fuori il valore. È un periodo difficile. Dobbiamo superarlo con le prestazioni, con il lavoro settimanale e con la consapevolezza dei nostri mezzi e tutti insieme». Discorsi di facciata a parte, Pesoli sabato contro l’Entella si accomoderà in panchina e lascerà spazio alla coppia Cosic-Zuparic. Ma i problemi ci saranno la settimana successiva, quando Cosic, Zuparic, Boldor e Bjarnason saranno in nazionale: «Sono delle assenze pesantissime», il pensiero di Baroni, che in avanti, forse già da Crotone, potrebbe cambiare sistema di gioco passando al 3-5-2, attenzione, perché oltre al rientro di Salamon, per dare più solidità alla linea difensiva, potrebbe indietreggiare un centrocampista (Guana sembra il primo candidato). «Possiamo modificare qualcosa di impercettibile, ma non adesso. Questa è una squadra che crea calcio anche in condizioni difficili. Esempio? A Catania, quando vai sotto ma reagisci e crei tu le palle gol più importanti, io mi convinco che siamo vivi e possiamo uscirne. Finora, lo dicono le statistiche, non abbiamo mai subito gli avversari. Siamo un gruppo nuovo, potevo pensare che ci fossero delle difficoltà ma questa situazione è oltre ogni aspettativa. Ho una forza e una convinzione dentro che devo solo trasmettere alla squadra».
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