Battistini: noi andiamo avanti, aiutateci

La società sull’orlo del fallimento, il tecnico riferisce di un incontro con Chiodi: «Ha detto che vuole pagare una mensilità»
L’AQUILA. Sul manto erboso dell'Acconcia, arriva la tanto attesa risposta da parte della squadra. Il tecnico dell’Aquila Battistini, circondato dal suo gruppo in conferenza stampa, ha delineato quelle che sono le intenzioni: continuare a lottare nella speranza che si siano le condizioni per poterlo fare. «Era doveroso parlare. Sembra che questa squadra non esista, sembra possibile farci sparire e questo non è accettabile, perché siamo la componente che più ha fatto. Abbiamo assistito a tutte gli avvenimenti decisivi per il destino della società: dall’incontro a Palazzo Fibbioni, fino all’assemblea disertata l’8 marzo scorso. Abbiamo visto cambiare ben cinque amministratori nel giro di un mese che, al momento della loro presentazione avevano dichiarato pubblicamente di aver ricevuto rassicurazioni da parte della società. Noi, dal canto nostro, abbiamo sempre lavorato e nessuno può dirci qualcosa di sbagliato». Questo lo sfogo di Pierfrancesco Battistini, a nome suo, dei 27 giocatori, 5 tecnici e due collaboratori rimasti.
Nella mattinata di ieri c’è stato un incontro con il presidente Corrado Chiodi (Battistini specifica che non è il solo socio), il quale ha riferito «di voler dare un segnale importante con il pagamento di una mensilità e di voler certificare il bilancio. Noi però non stiamo nella testa di chi ci gestisce, servono i fatti non la buona volontà. Noi siamo soli: questo è il concetto principale. Noi qui all’Aquila», aggiunge Pierfrancesco Battistini, «oltre a starci, vogliamo restarci. Staccare la spina sarebbe una figura indecorosa di carattere mondiale. Meritiamo un trattamento migliore, vogliamo concludere la stagione e vogliamo un campo su cui allenarci. Nel calcio si parla sempre di mercenari, questi ragazzi invece hanno sempre lavorato senza percepire nulla». Proprio in contemporanea alla conferenza stampa dell’Acconcia, i Red Blue Eagles, nei pressi di Piazza D’Armi hanno lanciato un messaggio nei confronti della società con uno striscione: “Arricchiti dalla sofferenza delle nostra città e della sua gente, Chiodi, Mancini e Cipriani siete voi il nostro male, portate i libri in tribunale», si legge.
Il tecnico dei rossoblù ha commentato il rapporto tra lui e la tifoseria. «Mi sono confrontato diverse volte con loro e la loro idea di chiudere l’agonia è molto chiara. Ma dentro a questa agonia ci siamo noi, 30 persone che ormai sembrano 30 esodati. Io vivo ad Arezzo», ha proseguito Battistini, «e lì in una situazione molto difficile come quella nostra, sono stati raccolti 350.000 euro per la squadra della città, fatto per onorare la maglia. Chiediamo di aiutarci e di farci concludere la stagione. Noi abbiamo l’onere di rispettare i nostri contratti, e non presentarsi significherebbe venire meno ai nostri impegni».
Dopo il tecnico, ha preso parola il capitano Alessandro Steri: «Non possiamo non scendere in campo, noi vorremmo portare a termine la stagione, sperando che ce lo facciano fare».
Pierluigi Trombetta
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