Bebeto: «Non ho tradito il Teramo»

Il giocatore, ora a Lugano, spiega come si è ritrovato al Giulianova
TERAMO. Si è ritrovato calciatore del Giulianova senza saperlo. Bebeto Bara Mamadou Ndiaye, in arte solo Bebeto, attaccante senegalese, 20 anni da compiere sabato, racconta la sua verità sul periodo trascorso ad allenarsi tanto e a giocare poco nelle due squadre simbolo della rivalità calcistica teramana. In prova al Teramo da metà giugno del 2009 è finito sotto contratto con il Giulianova da febbraio del 2010 alimentando illazioni, sospetti e polemiche tra le tifoserie delle due sponde avverse. Oggi Bebeto è un giocatore del Lugano, squadra della serie B svizzera allenata da Francesco Moriero, nella quale militano atleti provenienti dalla serie A italiana come Davide Possanzini e Fabio Liverani. Il giovane attaccante di madre brasiliana ha già avuto un lampo di notorietà con i due gol segnati in amichevole all'Inter, ma non si è lasciato alle spalle il suo recente passato teramano. A distanza di quasi due anni da quel turbolento esordio nel calcio Bebeto torna in città per fare chiarezza proprio sul periodo diviso tra Teramo e Giulianova. «E' stato un momento molto difficile», racconta, affiancato dal procuratore Luigi Corona, «ma non sono scappato». Il suo tesseramento con la squadra giuliese dopo la prima fase in prova con i biancorossi resta non del tutto chiaro. «Mi hanno fatto firmare delle carte», spiega, «ma ero un ragazzo che non conosceva bene l'italiano e non ho capito cosa fosse in realtà». Bebeto non rivela il nome di chi, per conto del Teramo calcio, gli abbia presentato quei documenti, ma era convinto che servissero per giocare con i biancorossi e invece quell'atto lo legava al Giulianova. «Sono teramano», afferma, «non ho mai avuto problemi con la società e con i tifosi». Il suo passaggio al Giulianova, però, gli ha procurato minacce telefoniche pesanti. L'attaccante senegalese ha parole di stima nei confronti del presidente del Teramo Luciano Campitelli. «Il mio inizio lo devo a lui», evidenzia, anche se non nasconde che alcuni aspetti del suo rapporto con la società biancorossa non l'hanno convinto. Per questo tentò un provino con l'Albinoleffe, in serie B, che lo avrebbe contrattualizzato se non avesse scoperto che Bebeto era già tesserato. «Sono andato al Giulianova», osserva, «senza sapere niente, neppure chi era il presidente». Con la squadra giallorossa ha giocato per un campionato e mezzo in Lega Pro collezionando 24 presenze. «All'inizio è andata bene», fa notare, «poi le cose con il presidente Dario D'Agostino sono cambiate». Sfumato il trasferimento al Palermo, Bebeto ad agosto, dopo la scadenza del contratto con il Giulianova, si è trasferito a Lugano per inseguire il sogno di un futuro nell'Olimpo del pallone. «Ho l'ambizione di diventare un grande calciatore», annuncia Bebeto. Enrico Preziosi, presidente del Genoa e proprietario anche del Lugano, lo segue con attenzione.
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