Bellarte: è diverso dalla finale del 2014 ora c’è tutto per vestire il tricolore

6 Giugno 2018

PESCARA. Farà di tutto per esserci questa sera Massimiliano Bellarte, l’ex allenatore dell’AcquaeSapone. Sarà un tifoso in più dei nerazzurri che ha allenato per cinque anni, conquistando anche una...

PESCARA. Farà di tutto per esserci questa sera Massimiliano Bellarte, l’ex allenatore dell’AcquaeSapone. Sarà un tifoso in più dei nerazzurri che ha allenato per cinque anni, conquistando anche una finale scudetto nel 2014.
Bellarte, che cosa hanno detto queste tre partite di finale play off?
«Che ci sono due squadre forti che stanno combattendo con tutti i mezzi leciti a disposizione. Hanno detto anche che l’AcquaeSapone sembra avere qualcosa in più nella conduzione della serie, sul piano tecnico, fisico e psicologico. Tutto sembra propendere per i nerazzurri».
Il ritmo alto sta facendo la differenza a favore dei nerazzurri?
«Non solo. E’ la capacità di mantenere alta la concentrazione nell’arco della partita che si sta rivelando fondamentale. E questo riesce se c’è fiducia. La Luparense l’altra sera ha perso quattro-cinque palloni sanguinosi e la fiducia è venuta meno. L’aspetto psicologico fa la differenza. E poi l’AcquaeSapone sembra avere qualcosa in più nel roster, importante sia nella lunghezza che nei valori tecnici».
L’uomo della finale qual è?
«Ci sono tanti giocatori che hanno fatto bene in una partita o nell’altra. Ma io ho rivisto Jonas dei bei tempi in cui era con me; Bordignon bene in gara 2; Lima in gara 2 e gara 3 ha avuto un peso notevole all’interno della partita, si è messo la squadra sulle spalle; lo stesso De Oliveira ha dimostrato tutta la sua vena realizzativa. Sono stati un po’ discontinui in campionato, ma ora mi sembrano più decisivi. Personalmente, sono contento per Jonas, lo stimo perché mi ha dato molto».
Nel 2014 c’era lei in panchina contro la Luparense.
«Emozione bellissima; avevamo un gioco bello a vedersi e l’orgoglio di vederlo applicato da gente che era stata da noi anche in A2. Siamo arrivati in finale non da favoriti, c’era una grande atmosfera attorno a noi. Oggi l’AcquaeSapone ha giocatori formidabili per esperienza e qualità, c’è tutto per vincere. C’è tanta gente abituata a questi palcoscenici. I nerazzurri giocano con dieci calciatori, gli altri con 7-8. Bisogna fare un plauso alla famiglia Barbarossa a cui, personalmente, devo tanto, perché siamo cresciuti insieme e se sono quello che sono lo devo a loro. Sarei felicissimo di vederli col tricolore».
Se vince l’AcquaeSapone...
«E’ la squadra più forte, tant’è che ha vinto anche la Coppa Italia».
Perez che cosa ha portato?
«Forse qualcosa in più a livello di esperienza a certi livelli. Anche se io resto dell’avviso che la scuola allenatori italiana sia di altissimo livello».
Chi vince?
«Io dico AcquaeSapone, perché penso che gara 3 sia stata fondamentale. Ora sulla Luparense può pesare la stanchezza e l’aspetto psicologico della fiducia. Al contrario dei nerazzurri che hanno il vento in poppa. Però, occhio all’euforia. Il ricordo del 2014 deve essere un monito per tutti».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA