Berlinghieri: «Tornare a Pescara è sempre una bella emozione»

19 Agosto 2017

PESCARA. Una folta presenza di pubblico ha fatto da cornice ieri all’evento «Pescara non dimentica», una serata amarcord nella quale sono state ricordate alcune stagioni memorabili della storia del...

PESCARA. Una folta presenza di pubblico ha fatto da cornice ieri all’evento «Pescara non dimentica», una serata amarcord nella quale sono state ricordate alcune stagioni memorabili della storia del Delfino, in particolare quelle dell’ex tecnico biancazzurro Tom Rosati e le annate più belle della presidenza di Scibilia. Oltre 150 persone hanno gremito l’Auditorium Giovanni Paolo II di Pescara per la manifestazione organizzato da Paolo Minnucci in collaborazione con Ermanno Ricci. Tra gli ospiti d’onore c’era anche Primo Berlinghieri, ex ala sinistra della prima promozione in serie A dei biancazzurri allenati da Giovanni Galeone. «Tornare a Pescara è sempre una bella emozione», ha detto il 54enne milanese che nel pomeriggio ha visitato la redazione del Centro per una diretta ancora disponibile sulla pagina Facebook del giornale, «qui mi sento a casa. Ho conservato amicizie ed è bello rivedersi anche con qualche capello bianco in più». Berlinghieri militò nel Delfino dal 1985 al 1989 conquistando anche una salvezza nella massima serie nel 1988. Quella è stata l’unica volta nella storia in cui i biancazzurri riuscirono ad evitare la retrocessione in B. «Successi come quelli al debutto in campionato a San Siro contro l’Inter (2-0, reti di Sliskovic e Galvani, ndr) restano pagine indimenticabili per il calcio pescarese. Il Pescara apparve sulla copertina di France Football con la foto che ritraeva me e Sliskovic con la maglia rossa».
Curiosa la storia del suo arrivo in riva all’Adriatico. «Venni a Pescara grazie a Catuzzi che quando era a Varese mi notò nelle amichevoli infrasettimanali. Io giocavo nella Solbiatese. Purtroppo, con lui andò male, tornammo in C, ma venimmo ripescati. Nella stagione successiva la società ingaggiò Galeone e il resto è storia. Il numero di spettatori cresceva domenica dopo domenica e alla fine del girone di andata abbiamo iniziato a credere nella promozione». In collegamento telefonico da Verona c’era Stefano Rebonato, il re dei bomber della stagione ’86-87. All’auditorium erano presenti anche Barbara e Franco Rosati, rispettivamente figlia e fratello di Tom, l’ex tecnico biancazzurro che portò il Delfino dalla D alla B. «Mio padre ha amato tanto questa città e i tifosi. Per il Pescara ha rinunciato a contratti vantaggiosi e avanzamenti di carriera. E lo ha fatto con il cuore. Era un uomo sincero e diretto, del calcio attuale avrebbe rifiutato tante cose». Un omaggio anche a Franco Rosati che ha ricordato il suo gol su punizione che regalò al Pescara la promozione in B nel 1974. «È il più bel ricordo della mia carriera calcistica. A Latina lo stadio era stracolmo di tifosi biancazzurri e regalare loro una gioia così grande fu meraviglioso».(g.t.)
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