Bettella: Pescara, ora prendiamoci i play off

Il baby: «Dobbiamo sfruttare il match point per centrare l’obiettivo»
PESCARA. Gli addetti ai lavori non hanno dubbi: tra qualche anno Davide Bettella sarà uno dei pilastri della Nazionale italiana. L’estate scorsa l’Atalanta ha sborsato sette milioni di euro per assicurarsi il cartellino del millennial che a gennaio è passato in prestito al Pescara per 18 mesi. Con la benedizione del tecnico Gianpiero Gasperini, ex capitano del Delfino, i dirigenti bergamaschi lo hanno mandato in Abruzzo per farsi le ossa e riportarlo in nerazzurro nel 2020. Nel giorno di Pasquetta Bettella ha debuttato a Carpi e domani contro il Verona Pillon potrebbe confermarlo al centro della difesa. Umile, educato e disponibile, il baby padovano racconta al Centro le emozioni dell’esordio tra i professionisti e gli obiettivi futuri nel corso di una diretta Facebook disponibile su www.ilcentro.it.
Dai primi calci al pallone nel campetto sotto casa a Padova con papà Michele, alla trafila nei vivai dei biancoscudati e dell’Inter, passando per l’Atalanta fino all’approdo a Pescara. Poi, le 65 presenze già collezionate nelle varie Nazionali giovanili azzurre. A soli 19 anni Davide ha già tante esperienze alle spalle e all’orizzonte ci sono due appuntamenti che potrebbero vederlo protagonista: il Mondiale under 20 in Polonia e l’Europeo under 19 in Armenia.
Bettella, finalmente è arrivato il debutto in B.
«Sì, sono molto contento. Prima della partita ero un po’ teso e all’inizio in campo l’emozione si è fatta sentire. Poi ho pensato solo a giocare. Purtroppo ho sbagliato alcuni passaggi e perso qualche duello, so che devo migliorare e mi impegnerò al massimo».
Domani la sfida con il Verona. Avrà un’altra chance?
«Non lo so, tutti sperano di giocare, ma rispetterò qualsiasi decisione. L’importante è fare risultato perché si tratta di un match point per i play off. Con una vittoria avremo in pugno gli spareggi e dovremo entrare in campo con la voglia di spaccare tutto».
Per la prima volta ci sarà una bella cornice di pubblico.
«Sì, purtroppo finora allo stadio non sono venuti tanti tifosi, anche se quelli che ci hanno sempre seguito sono stati fantastici. Abbiamo un rapporto splendido con la curva Nord e speriamo di ricambiare l’affetto. Di sicuro l’Adriatico pieno potrebbe darci una carica in più nel finale di stagione».
A gennaio aveva tante offerte. Perché ha scelto il Pescara?
«Perché la società punta molto sui giovani e qui ho la possibilità di migliorare sotto l’aspetto fisico, tecnico e caratteriale. Ho avuto la fortuna di trovare un gruppo fantastico, un allenatore e uno staff competenti. Per ora tutto va a gonfie vele. Poi la città è molto bella, vivo a due passi dal mare e sto benissimo».
Chi le ha trasmesso la passione per il calcio?
«Ho iniziato a giocare con mio padre in un campetto vicino casa. Poi sono entrato nel Padova e a 14 anni è arrivata la proposta dell’Inter. Papà non era molto convinto, a differenza di mia madre che mi ha spinto ad accettare il trasferimento. Alla fine ho deciso di andare a Milano. I primi mesi non sono stati facili. Lontano dalla famiglia e dagli amici, ho dovuto cambiare vita e abitudini, poi mi sono ambientato e per fortuna è andata bene, Diciamo che ne è valsa la pena, anche se non ho ancora fatto nulla».
Sergio Ramos e Nesta i suoi idoli.
«Sì, guardo spesso i video di Nesta. Due settimane fa, al termine della partita con il Perugia, sono andato da lui per una foto. Ci avevo già parlato tempo fa al telefono grazie a un collaboratore del mio agente. Nesta è un modello. Mi ha dato tanti consigli ed è stato molto disponibile. Ma ora pensiamo al Verona, sarà un crocevia importante per i play off. Noi crediamo alla serie A e daremo tutto per raggiungerla».
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