Bivi: «Chiarezza e bel gioco, si riparte così»

29 Maggio 2018

L’ex bomber del Delfino: «Basta poco per ricreare entusiasmo, ma il club deve indicare gli obiettivi»

PESCARA. «Alla vigilia del campionato tutte le società dovrebbero organizzare una conferenza stampa per indicare con chiarezza gli obiettivi». È il pensiero di Edi Bivi, ex bomber del Pescara negli anni Novanta. Il cammino dei biancazzurri è stato molto deludente e anche il gioco espresso dalla squadra non ha mai convinto, nonostante la presenza di Zdenek Zeman, che poi è stato esonerato. «Come ho dichiarato in tempi non sospetti», commente il 58enne allenatore, «la squadra non aveva grandi valori tecnici. Si sapeva che Zeman avrebbe avuto difficoltà a sviluppare il suo calcio. Per me non c'era nel Dna di quei giocatore. In ogni caso, in un torneo così mediocre come la serie B di quest’anno, bastava poco per entrare nelle prime otto. Ad esempio un ambiente unito, la fiducia nel tecnico e uno spogliatoio compatto. Tutte cose che possono mascherare le lacune strutturali della rosa. Di sicuro l’organico del Pescara è stato sopravvalutato. Ho sempre pensato che le chiacchiere estive non servono, prima di giudicare le squadre bisogna vederle all’opera».
Il suo Pescara con Giovanni Galeone in panchina era uno spettacolo. «Ai tifosi pescaresi piace il calcio offensivo e credo che Galeone sia stato determinante per caratterizzare la tifoseria biancazzurra. Ovviamente i risultati sono importanti, però quando il tifoso pescarese vede una squadra che pensa prima a difendersi e poi ad attaccare storce il naso. Non è un caso unico in Italia. Pensiamo ai supporters milanisti. Loro sono abituati a vincere vedendo un gioco spettacolare. Invece, quelli dell’Inter si accontentano del risultato e, anche se la squadra gioca male, se lo raggiungono sono pronti ad applaudirla».
Il primo obiettivo è ripopolare l’Adriatico che negli ultimi tempi si è svuotato. «Basta poco per riaccendere la passione. Ripeto, i pescaresi torneranno allo stadio nel momento in cui vedranno uno spettacolo discreto». Le critiche hanno bersagliato in modo feroce il presidente Daniele Sebastiani. «Portare avanti una società di B non è facile. Sento dire che Sebastiani pensa solo all’aspetto economico, però mi sembra che qualche risultato l’abbia raggiunto. Da come si parla, sembra che il Pescara sia la Juventus della B e ogni anno debba vincere il campionato. Ma non è così. Ripeto, ai tifosi bisogna parlare in modo chiaro indicando che tipo di campionato si vuole disputare. Serve chiarezza».
Si ripartirà con Bepi Pillon. «Non lo conosco bene, però, da come ha reagito la squadra dopo il suo arrivo, credo che abbia toccato le corde giuste. È stato intelligente. Quando si subentra a poche giornate dalla fine, bisogna valutare le esigenze psicologiche più che tattiche e tecniche. Un allenatore deve capire cosa dire o non dire in momenti così delicati. E Pillon è stato bravo. È chiaro che il vero banco di prova per lui ci sarà la prossima stagione».(g.t.)
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