Bivi: si è rotto qualcosa nel gruppo

29 Marzo 2016

L’ex attaccante: «Per uscire dalla crisi occorre compattarsi»

PESCARA. Il tracollo ha sorpreso anche lui. Edy Bivi non avrebbe scommesso un centesimo su un calo di rendimento così netto dell'undici di Massimo Oddo. L'ex bomber del Delfino, da sempre amante del gioco offensivo e spettacolare, prova a spiegarne i motivi.

Bivi, cosa succede al Pescara?

«È una situazione paradossale. Fino ad un mese mezzo fa la squadra ha espresso il miglior calcio di tutta la B, poi è iniziata la flessione. In un campionato così lungo, tutte attraversano periodi bui, ma se il Pescara ha conquistato tre punti in nove gare c'è qualcosa che non va. Certamente, qualche episodio a sfavore ha determinato la serie negativa, però non si tratta soltanto di sfortuna. Dall'esterno non è semplice esprimere un giudizio, perciò si possono solo fare ipotesi».

Quali potrebbero essere le cause?

«Provo ad indicarne un paio. Non conosco le dinamiche interne allo spogliatoio, magari c'è qualcosa che non funziona più. Un'altra motivazione potrebbe riguardare la perdita dell'autostima dopo la grande prestazione di Cagliari. A me piacciono le idee di Oddo, per cui credo che il problema sia nella testa dei giocatori. Per vincere sono necessari due aspetti: le motivazioni e un sano rapporto tra calciatori, allenatore e società».

Come si supera un momento così brutto?

«Compattandosi, unendo le forze per raggiungere l'obiettivo. Basterebbero due risultati positivi per rimettersi in corsa. Ripeto, bisogna capire se c'è ancora armonia tra le varie componenti. È vero che le ultime cinque sconfitte sono arrivate a causa di errori difensivi, ma questo non deve essere un alibi. Oddo è un attento "lettore" di queste dinamiche e sono certo che riuscirà a invertire la rotta».

Dunque, secondo lei il Pescara di sicuro andrà ai play off?

«Sì, a patto che il gruppo resti unito e nessuno si faccia prendere dal panico. In questa chiave, il rientro di Campagnaro mi sembra utilissimo. In momenti così delicati la sua esperienza è indispensabile, anche se da solo non può risolvere i problemi della squadra».

Lei è stato un ottimo attaccante. Cosa pensa di Lapadula?

«È un calciatore di grande qualità e temperamento. Sta vivendo una stagione straordinaria e gli auguro di affermarsi in serie A l'anno prossimo. Quello sarà il vero banco di prova per la sua carriera. Comunque, per me non è una prima punta».

Al contrario, Cocco, capocannoniere della B 2014-15, non riesce ad incidere. Perché?

«Per un calciatore la condizione psicologica è fondamentale. Un attaccante che non segna soffre. Lo dico con dispiacere: mi sembra un corpo estraneo. Probabilmente non sente più la fiducia e ha perso l'autostima. Partecipa poco alla manovra, però questa situazione dipende più dal suo atteggiamento che dal modo di giocare del Pescara».

Sabato all'Adriatico arriva il Como. A questo punto non si può più sbagliare. Non crede?

«È chiaro che tutti si aspettano una vittoria. Sono convinto che questa squadra possa tornare protagonista lasciandosi alle spalle le recenti delusioni. L'importante è non farsi sopraffare dalla paura».

Giovanni Tontodonati

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