Bizzarri: troppi gol presi, ma non ci arrendiamo

Il portiere: «Dobbiamo riuscire a rosicchiare qualche punto all’Empoli prima dello scontro diretto»
PESCARA. La solitudine dei numeri primi. O dei numeri uno verrebbe da dire, prendendo come riferimento i due portieri di questa sciagurata stagione, Albano Bizzarri e Vincenzo Fiorillo (nella foto al centro). Sessanta gol subiti in 27 partite, più di due a gara. Troppi per una squadra che ad inizio anno partiva con l'ambizione della salvezza. «Non puoi concedere così tanto agli avversari se tu devi lottare con il coltello tra i denti per un risultato positivo», attacca Bizzarri, lui che ad agosto era arrivato portando con sè la sua esperienza e l'etichetta da specialista in salvezze, viste quelle conquistate con Chievo e Catania in Italia, ma anche con Gimnastic e Valladolid in Spagna. «Parto dal presupposto che se riesci a non prendere gol male che va un punto lo porti a casa. Lo dico per esperienza: con il Chievo ci siamo salvati chiudendo la porta in 13 partite. E anche l'Empoli quest'anno, pur non facendo nulla di straordinario, in 9 occasioni non ha subito reti. E questo, sommato alle vittorie negli scontri diretti, ha consentito ai toscani di accumulare un vantaggio importante». Ma non decisivo, perchè dall'alto dei suoi 39 anni Bizzarri sa che a volte basta poco per rimescolare le carte. «Abbiamo l'obbligo di provarci, a partire da domenica. Dobbiamo ancora disputare tutti gli scontri diretti, di cui due in casa, con Crotone e Palermo e quello di Empoli. Se riusciamo a recuperare qualche punto ai toscani prima della sfida del Castellani...». Ci spera ancora Bizzarri, almeno così sembra. E che le sue non siano solo parole di circostanza lo conferma la lucida analisi sulla sua personale stagione. «A me piace dire quello che penso. Con il Sassuolo ho sbagliato, è stata colpa mia e me ne sono subito assunto le responsabilità. Anche con il Torino, ma lì il discorso era diverso. Avevo già incassato quattro reti e non è che fossi felicissimo. È stato più che altro un errore dettato dalla rabbia. Per il resto credo di aver provato a fare sempre il massimo, a cominciare dalla partita con l'Inter, con il Chievo all'andata, ma anche con il Bologna, nonostante la pesante sconfitta. La vita del portiere non è semplice: se una partita la perdi 3-0, anche se fai dieci parate nessuno lo ricorderà. Al contrario, se il tuo unico errore compromette il risultato ecco che tutti ti puntano il dito contro». E sono stati proprio i due errori con Sassuolo e Torino che per un attimo hanno dato l'illusione del debutto in Serie A a Vincenzo Fiorello, protagonista della promozione lo scorso anno, finora impiegato solo in Coppa Italia. «Esordire in A con la maglia del Pescara è il mio sogno. Lavoro tutti i giorni per convincere il mister a darmi una chance prima di fine campionato». Ma anche dopo, visto che la sua mente è già rivolta al futuro. «Mi piacerebbe essere il portiere del Pescara di Zeman, indipendentemente dalla categoria. Credo di avere i mezzi per poterlo fare. Sto benissimo in questa città è l'idea è quella di rimanerci a lungo».
Adriano De Stephanis
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