Bjarnason: «Mi manca la bella vita di Pescara»

Il centrocampista protagonista di un grande Europeo con la maglia dell’Islanda «Non ho nostalgia solo degli arrosticini, anche del sole, del mare e della gente»
PESCARA. Non solo gli arrosticini. La nostalgia di Birkir Bjarnason abbraccia tante altre cose e l'ex biancazzurro è ancora innamorato di Pescara. Con la maglia dell'Islanda ha dimostrato di essere un calciatore di livello internazionale. La cavalcata della nazionale di Lars Lagerback non ha esaltato solo la piccola nazione del Nord (332mila abitanti), bensì milioni di sportivi in tutto il mondo. «Abbiamo disputato un ottimo torneo», afferma il 28enne centrocampista del Basilea, «alla vigilia in pochi credevano che potessimo superare il girone. Siamo felicissimi, purtroppo la sfida contro la Francia è andata male». Prima dell’Europeo, Birkir aveva gioito per il Delfino. «Sono rimasto un tifoso biancazzurro, ho esultato quando ho saputo che la squadra di Oddo aveva battuto il Trapani». Al secondo tentativo, il Delfino ha centrato la promozione. L'anno scorso, Birkir fu il grande assente. A causa degli impegni con la nazionale, gli venne impedito di giocare la finalissima di ritorno a Bologna. La federazione islandese, infatti, rifiutò la richiesta dei dirigenti pescaresi che si erano impegnati a far partire il calciatore con un volo charter. Il diniego scatenò la protesta dei tifosi biancazzurri che presero di mira la pagina Facebook della nazionale nord europea, dove in poche ore si scatenò una vera e propria "shitstorm" con l’hastag #freeBirkir: insulti, prese in giro (spesso in dialetto) che ebbero un effetto mediatico sontuoso, tant’è che la Federcalcio islandese decise di geobloccare l'accesso agli utenti con IP italiano. La pagina Facebook è stata riaperta a tutti pochi giorni fa e i pescaresi sono tornati a farsi sentire con frasi di incitamento per l’Islanda e la proposta di giocare un’amichevole all’Adriatico, dove Bjarnason tornerebbe volentieri. «Spero di venire presto a Pescara. Non è vero che mi mancano soltanto gli arrosticini. Ho nostalgia di tante altre cose: sole, mare e bella gente. In poche parole, mi manca la bella vita». A quei tempi il centrocampista di Akureyri (quarta città d'Islanda, chiamata "città del sole di mezzanotte", per il famoso fenomeno astronomico che si verifica nelle regioni polari) faceva coppia fissa con Vladimir Weiss, attaccante slovacco genio e sregolatezza. «Siamo rimasti amici, anche durante gli Europei ci siamo scambiati alcuni messaggi. A parte Weiss, non ho contatti con altri ex compagni. in ogni caso conservo un bel ricordo. A Pescara sono cresciuto molto come uomo e come calciatore». Birkir sarà in vacanza fino al 18 luglio, poi inizierà la preparazione con il Basilea, a meno che non venga ceduto (ipotesi molto probabile). L’ex pescarese ha disputato un grande Europeo segnando 2 gol in 5 gare. La corsa dell’Islanda si è fermata ai quarti di finale contro la Francia, però l'accoglienza riservata al rientro a Reykjavík è stata da brividi. La festa ha coinvolto oltre 15.000 persone nella principale piazza della capitale con il "geyser sound", l’ormai celebre l’”huh” ritmato con il battito delle mani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

