Bjarnason: scusa Lanciano ma voglio andare in serie A

Il match winner a fine gara si spiega con i tifosi della Virtus: «Il gol lo dedico a mia nonna che è scomparsa pochi giorni fa. Bella vittoria, ora non fermiamoci»
INVIATO A LANCIANO. Sette gol in tredici partite. L’uomo in più del Pescara nella seconda parte del campionato. Dopo aver infilzato, nell’ordine, Marcone, Brignoli, Pierobon, Paroni, Gabriel e Arcari, ieri è toccato a Nicolas. Birkir Bjarnason, a 20’ dalla fine, ha risolto il derby. L’episodio, che porta in dote i 3 punti al Pescara, è confezionato da Caprari e Rossi. Il primo allarga per lo il terzino, il quale serve al centro Bjarnason, che con un gran destro gonfia la rete e manda in tilt i tifosi biancazzurr stipati in curva nord.
Urla, l’islandese, alza le braccia al cielo. Il tutto, però, sotto la curva occupata dai sostenitori della Virtus. A fine gara Bjarnason corre sotto la curva e va a chieder scusa ai tifosi rossoneri. C’è un po’ di parapiglia in campo. D’Aversa corre verso l’islandese per allontanarlo e poi man mano anche gli altri giocatori si scagliano contro l’islandese. In mezzo al campo si innesca un bel parapiglia.
Anche Baroni va a dire qualcosa ai suoi ex giocatori e al ds rossonero Luca Leone (pescarese doc). «A fine partita ho chiesto scusa ai tifosi del Lanciano», racconta Bjarnason nell’angusta mixed zone del Biondi. Il caso, però, si chiude in pochi minuti visto che gran parte dei giocatori rossoneri vanno a salutare Bjarnason e negli spogliatoi viene chiarito tutto con D’Aversa, che abbraccia il numero 8 del Pescara. «Mi sono sentito in dovere di compiere quel gesto», continua Bjarnason. «Perché? Dopo il gol il mio sguardo era dritto verso la curva del Lanciano. Fino a quel momento avevo sentito tante parolacce nei miei confronti e in quel momento ho esultato in quel modo. Il mio non è stato un gesto volontario, ecco perché ho chiesto scusa». Il 27enne di Akureyri, poi, prima di analizzare la partita, dice con uno sguardo gelido: «Questo gol voglio dedicarlo a mio nonna, Erla, che è scomparsa qualche giorno fa. Il gol è tutto per lei». «Il mio è un gran gol, certo, ma sono stati bravissimi Rossi e Caprari a mettermi in condizione. Venivo da una settimana difficile, in cui mi sono allenato un solo giorno. Il mister mi ha dato fiducia e spero di averlo reso felice».
Otto gol in campionato, adesso l’obiettivo è arrivare alla doppia cifra: «In ogni gara provo a fare gol e spero di arrivare a 10».
Pescara al sesto posto in piena zona play off. Bjarnason non si nasconde. «Io credo alla serie A, ma facciamo un passo alla volta e pensiamo a battere anche la Pro Vercelli. Oggi abbiamo vinto una gara difficile giocando bene nel secondo tempo, mentre nel primo siamo andati in affanno».
Il portiere Vincenzo Fiorillo anche ieri ha dimostrato grande lucidità e freddezza tra i pali: «Ricevere i complimenti fa sempre piacere», dice il 25enne estremo difensore ligure. «Oggi (ieri, ndr), però, voglio ringraziare lo staff medico che mi ha permesso di scendere in campo visto che dopo la partita con il Modena ho avuto un problema alla spalla abbastanza serio e mi sono allenato pochissimo in settimana». L’arbitraggio di Pairetto ha scatenato le ire del Lanciano. Fiorillo, però, con diplomazia, risponde così: «L'arbitro può sbagliare», osserva, «e quando perdi è normale che hai da recriminare qualcosa. Penso che noi abbiamo fatto una partita gagliarda e la vittoria è meritata a prescindere dalle decisioni arbitrali». Vincere il derby ha dato carica al Pescara. «È vero, questi 3 punti sono molto importanti perché ci hanno permesso di rientrare alla grande in zona play off. D'ora in poi tutte le gare sono importanti. Il futuro dipende da noi».
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