Bolami: Vastese-San Salvo sia una festa
Il presidente biancorosso: non tolleriamo eccessi delle tifoserie
LANCIANO. Divisi da interessi di bottega contrapposti, essendo entrambi intenzionati a centrare il salto di categoria, i presidenti di Vastese Calcio e San Salvo, odierne protagoniste del match clou della tredicesima di andata del campionato di Eccellenza, su un punto sono assolutamente concordi. Quella in programma nel pomeriggio all'Aragona dovrà essere una domenica di sport. Non solo in campo ma anche sugli spalti, prevedibilmente gremiti (circa 2.000 le presenze annunciate, grazie anche alla nutrita rappresentanza ospite) dell’imponente struttura di via San Michele, teatro in passato di sfide ben più importanti di questa. A tal proposito, l’ultimo confronto diretto giocato, in serie D (ed all’Aragona) tra le formazioni in questione risale alla stagione 1984/1985. Precisamente al 7 ottobre 1984 quando, l’allora Vasto 82 superò per 2-0 il San Salvo (che si rifece al ritorno, imponendosi per 1-0), grazie alle reti di Genovesi e Rossi. «Fa piacere rivedere tanto entusiasmo», sottolinea, alla vigilia, il patron vastese Franco Bolami, «soprattutto se si torna indietro a questa estate. In pochi mesi, oltre a metter su un organico da primi posti (i biancorossi guidano infatti il campionato, in coabitazione con il Paterno, che oggi ospita, al Barbati di Pescina, l'Alba Adriatica, ndc) abbiamo riportato allo stadio tanta gente, come non se ne vedeva da tempo. Entusiasmo contagioso, a patto però che non superi certi limiti. Per questo dico che non tollereremo ulteriori eccessi (il riferimento ai 600 euro di multa inflitti al club dal giudice sportivo, ndc), non avendo intenzione di buttare soldi che vorremmo invece spendere per rafforzare ulteriormente la squadra». Che si presenta al gran completo all’appuntamento odierno, contro un San Salvo orfano di Ramundo e D’Aulerio, ma con la coppia gol Marinelli-Antenucci (14 reti in due) in gran spolvero.
Stefano De Cristofaro
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