Bolognini, anni da difensore poi gol a raffica

2 Giugno 2014

Scoperto centravanti per caso, alla Tollese ha segnato 39 volte in 26 gare di campionato

ORTONA. Dal 2002 ad oggi, solo in tre edizioni del "Superbomber d'Abruzzo" si è superato quota 40 in fatto di segnature. Nel 2009 e nel 2012, con Mancinelli dello Jaguar e Del Peschio del Perano, entrambi a segno 43 volte, e nel 2011 con Felice Fidanza (Cerchio), primatista assoluto con ben 50 reti al suo attivo. Alle spalle del terzetto appena citato, e davanti ad altri attaccanti di assoluto valore (un nome su tutti: quello di Massimo Scalingi, scomparso proprio di recente ma capace, nel 2004, di aggiudicarsi il titolo, a 43 anni suonati, con 37 gol), si è piazzato il vincitore dell'edizione 2014, Giovanni Bolognini.

Rispetto a tutti gli altri, però, il 25enne atleta in forza alla Tollese calcio (Prima categoria girone E) vanta però una particolarità unica nel suo genere: quella cioè di essere calcisticamente nato come difensore. «Tutto vero», conferma sorridendo il diretto interessato, «visto che, essendo abbastanza prestante dal punto di vista fisico, i miei primi allenatori preferivano schierarmi dietro, permettendomi però di sganciarmi in avanti quando capitava l'occasione». Ed infatti, anche in quel ruolo, a Bolognini i gol (ben 26 nell'arco delle sei stagioni trascorse a Caldari) non sono mai mancati. Sino alla svolta decisiva, risalente alla stagione 2010/2011. «Ero tornato di nuovo a Caldari», rammenta l'attaccante nato ad Ancona ma ortonese a tutti gli effetti, «quando l'allenatore di allora, Gianni Simonetti, prese quella decisione nel corso di una gara per noi molto importante. Si era all'intervallo ed eravamo sotto di un gol, quando il mister mi chiese di giocare al centro dell'attacco. Ebbene, dopo appena un quarto d'ora della ripresa eravamo sul 2-1 per noi proprio grazie ad una mia doppietta, la qual cosa mi valse un posto fisso da centravanti».

Scelta lungimirante, quella dell'attuale trainer del Fara San Martino, essendo stata poi ripagata con 18 reti totali, seguite dalle 17 dell'annata successiva (ad Ortona) e dalle 26 di quella scorsa: la prima disputata nelle file della Tollese. «Devo molto anche a mister Sanguedolce, col quale, oltre a segnare tanto, disputammo uno splendido campionato, coronato, sia pur grazie al ripescaggio, dal salto di categoria. A Tollo invece non smetterò mai di ringraziare abbastanza il mio compagno di squadra Rocco Pagano, raro esempio di modestia e professionalità. Se sono riuscito a segnare tanto, conquistando questo titolo del quale vado davvero fiero, è soprattutto per merito suo, oltre che della squadra e dei tifosi. Il gol più bello? Sicuramente quello alla Virtus Montesilvano, con un gran tiro a giro da fuori area, dopo aver saltato un paio di avversari».

Qualche rammarico? «Uno su tutti: legato al mio carattere impulsivo. Pagato quest'anno con due espulsioni che, a conti fatti, mi hanno impedito di rimpinguare ulteriormente l'attuale bottino. Dovrei imparare a contare fino a 10 prima di agire...».

I tanti gol segnati avranno di certo attirato su di lei gli sguardi interessati di svariati club. «Non ho ancora avuto riscontri concreti in tal senso, ma essendo svincolato cercherò di scegliere al meglio, e non è nemmeno così scontato che vada via da Tollo».

Qualche scaramanzia? «Più di una. Il giorno della partita faccio sempre le stesse cose, tipo prendere la macchina per andare allo stadio ed offrire il caffè a chi viene con me. Quando gioco indosso, sempre e solo, la stessa maglietta intima e non scendo mai in campo se non ho con me dei particolari elastici per i calzettoni».

L'ultimo pensiero è per due persone speciali. «Alle quali», tiene a sottolineare Giovanni Bolognini, «desidero dedicare ogni singolo gol dei 39 segnati quest'anno (cui vanno aggiunti i 16 di Coppa Abruzzo, realizzati in appena cinque gare, ndc). Si tratta della mia ragazza Chiara, che la domenica, a prescindere dalle intemperie, mi segue ovunque, e a mio padre Monaldo. Che non c'è più ma spero si diverta guardandomi dall'alto».

Stefano De Cristofaro

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