Bonucci espulso con il Var Buio Milan, fischi a San Siro

23 Ottobre 2017

MILANO. Ancora fischi a San Siro per il Milan. Dopo lo 0-0 di Europa League con l'Aek Atene, la squadra di Montella ne infila un altro col Genoa, fallendo l'appuntamento con la svolta e affondando...

MILANO. Ancora fischi a San Siro per il Milan. Dopo lo 0-0 di Europa League con l'Aek Atene, la squadra di Montella ne infila un altro col Genoa, fallendo l'appuntamento con la svolta e affondando nelle sabbie mobili di una stagione sempre più complicata. Buio Milan, dunque, che non riesce a sbloccarsi.
La posizione dell'allenatore è critica ma stazionaria, al momento non sono in vista scelte drastiche. Si gioca due volte questa settimana e nell'ennesimo passo falso è cruciale l'espulsione di Bonucci, messo fuori gioco con la Var, che evidenzia la sua gomitata a Rosi nell'area del Genoa (inizialmente non vista dall'arbitro Giacomelli), condotta violenta da due turni di squalifica: il difensore salterà la trasferta di mercoledì con il Chievo e la sfida contro la sua ex squadra, la Juventus, sabato prossimo. Imbufalito Mintella per la decisione.
L'allenatore, però, ha esaltato lo spirito della sua squadra, che anche in 10 ha lottato, sventando i pochi pericoli creati da un Genoa che invece ha commesso troppi errori ma porta a casa il quarto punto in due trasferte di fila. «Potevamo fare meglio», ammette Juric, alle prese con una classifica comunque ancora scomoda (6 punti in 9 giornate).
Per il Milan, dopo tre ko di fila e un pareggio, il quarto posto si allontana e Montella deve rinviare la svolta.
Il Genoa, con il suo pressing molto disinvolto, poteva essere l'avversario adatto, e infatti per 20' i rossoneri creano almeno tre occasioni da gol, finché Leonardo Bonucci si fa largo in area stendendo Rosi (fra i migliori, nonostante il taglio in volto e la fasciatura).
La quarta espulsione in carriera per l’ex difensore della Juventus, la prima dopo cinque anni, scompagina i piani di Montella, partito con il terzetto dai piedi buoni, Bonaventura (a rischio per il Chievo per guai muscolari), Calhanoglu e Suso, per ispirare Kalinic e dare coraggio a una squadra incerta nell'ultimo mese. In 10, Montella deve togliere il turco inserendo Romagnoli. Il Genoa si fa più aggressivo. Borini è il più tonico, Kessie emerge più di Biglia in un match di lotta più che di ragionamento, Suso crea tanto ma a Kalinic arrivano pochi palloni, e l'unico buono il croato lo spreca a 15' dalla fine, tenuto a bada da un ottimo Izzo (alla seconda partita dopo l'annullamento della squalifica) e fischiato quando nel finale esce per il baby Cutrone.
Negli ultimi minuti Zapata disinnesca un contropiede dell’ex di turno Gianluca Lapadula, e ha la chance per il gol dell'ex anche Taarabt, più concreto di quando giocava in rossonero, forse anche per gli 11 chili persi. Finisce con i fischi di San Siro (non della Curva Sud, che applaude), mentre Vincenzo Montella, sempre più nell’occhio del ciclone per la pessima stagione dei rossoneri , è furibondo con l'arbitro Giacomelli, e non si sente a rischio.