Borrelli: «Io e il calcio, un vizio di famiglia»

21 Novembre 2019

Il baby bomber, finito nel mirino del Parma, è figlio d’arte: «Devo tutto al mio papà. Il sogno? La serie A con il Delfino» 

PESCARA. Mamma o papà: è la prima parola che viene pronunciata dalla maggior parte dei bambini. «Io ho detto palla». Il gol nel sangue, il calcio un vizio di famiglia. Gennaro Borrelli, 19 anni, 1.94 d’altezza, è il golden boy del Pescara che a gennaio potrebbe finire al Parma, club che lo sta seguendo da tempo. L’attaccante napoletano si è raccontato al Centro, ripercorrendo le tappe della sua carriera. Dai primi calci tirati al pallone con papà Pasquale, ex calciatore, ora allenatore in serie D, fino al primo gol in B.
Borrelli, è partito col botto...
«Non potevo chiedere di meglio, ho realizzato un sogno, ma è solo il primo scalino».
Ha debuttato in B con il Crotone, ma solo per pochi minuti in campo, poi col Benevento è arrivata la prima da titolare. Se l’aspettava?
«In quella settimana avevo intuito le idee di Zauri, ma fino quando non ho visto il mio nome nella lista dei titolari non ci credevo».
Come nasce Borrelli calciatore del Pescara?
«Nel 2013 ero nel San Sebastiano Mazzeo, una squadra di Napoli, e sono arrivato qui a 14 anni dopo alcuni provini. Ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile, sono arrivato in prima squadra e quest’anno ho firmato il primo contratto da professionista».
L’impatto con la B?
«È stato duro, ma pian piano mi sto abituando e sto cercando di imparare dagli errori».
Ed è arrivata anche la nazionale under 20.
«Emozione unica, che ripaga i sacrifici fatti finora. Per me è un motivo d’orgoglio visto che ho fatto anche gol».
Lei è figlio d’arte, vero?
«Sì, il mio papà, Pasquale, è un ex calciatore e adesso allena in serie D la Gladiator 1924, la squadra di Santa Maria Capua Vetere. È stato calciatore per tanti anni, era un difensore, e ha giocato tra serie D e C. Io sono nato a Campobasso perché papà, nel 2000, giocava lì e in Molise ha conosciuto mia madre, Carmen. Mi ha trasmesso lui la passione per il calcio. La mia prima parola pronunciata è stata: palla».
I consigli di mister Borrelli li ascolta?
«Qualche consiglio arriva, ma non è un tipo invadente. Anzi, è molto riservato per quanto riguarda la mia carriera. Quando ha saputo del mio debutto in serie B si è emozionato e gli ho dedicato il primo gol».
È scaramantico?
«Sì, fino a qualche tempo fa come rituale mangiavo la solita caramella prima di ogni partita. Quelle che mia nonna Pina mi metteva nel borsone prima di lasciare casa mia a Volla, ad un passo da Napoli, per tornare a Pescara. Quelle caramelle erano il mio portafortuna, ora però il mio rito scaramantico è un altro e preferisco non rivelarlo».
Dzeko e Toni i suoi modelli, vero?
«Sì, sono loro. Dzeko per la semplicità d’esecuzione e l’agilità, di Luca Toni ammiro la determinazione che aveva in campo».
È un Pescara da play off?
«Come primo obiettivo pensiamo alla salvezza, poi vedremo cosa accadrà. Noi dobbiamo continuare così, senza fare calcoli».
Dopo aver vinto un campionato Primavera, sarebbe bello vincere in prima squadra?
«È il mio sogno».
Ha altri sogni nel cassetto?
«Giocare in serie A. Sono tifoso del Napoli e mi piacerebbe farlo con la squadra della mia città. Tuttavia, dico che la maglia del Pescara è la mia seconda pelle e, quindi, sarebbe bello andare in A con il Delfino».
Lei come Ciro Immobile?
«Sarebbe fantastico fare le stesse cose che ha fatto lui qui. È l’attaccante italiano più forte in circolazione. Io, però, devo dimostrare ancora molto».
Il difensore che ha sofferto di più?
«In campionato è stato Tonucci della Juve Stabia. Poi c’è Campagnaro, in allenamento mi dà filo da torcere. Hugo è un maestro, mi sta dando tanti consigli e per me è un vero onore giocare con lui dato che, quando vedevo le prime partite del Napoli al San Paolo, lui aveva la maglia azzurra».
Di Zauri che pensa?
«Devo tutto a lui. Mi ha fatto crescere, ha creduto in me e ha rischiato facendomi giocare in serie B. Non smetterò mai di ringraziarlo».
Fuori dal campo cosa le piace fare?
«Adesso ho intenzione di rimettermi a studiare. Voglio iscrivermi all’università, anche per dare un’altra gioia ai miei genitori, che sono entrambi laureati in fisioterapia. Vorrei iscrivermi alla facoltà di Scienze Motorie».
Domani arriva la Cremonese, che partita sarà?
«È una squadra forte, ma noi diremo la nostra e proveremo a vincere».
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