Bovo alza le braccia: «C’è poco da dire...»

13 Marzo 2017

Il difensore all’esordio da titolare: «Creiamo occasioni, ma paghiamo care le distrazioni»

PESCARA. Che dire dopo l'ennesima occasione sciupata per tentare di rientrare in corsa salvezza, un'altra sconfitta quasi senza spiegazioni tecniche o, volendo, con fin troppo facili motivazioni. «C'è poco da dire in effetti», dice Cesare Bovo, volto nuovo dei dopopartita, visto che era alla sua prima apparizione da titolare nel Pescara, alle prese però con uno spartito affatto originale, «giochiamo anche benino, creiamo occasioni ma ogni volta paghiamo cara la minima distrazione. È andata così anche con l’Udinese, avevamo fatto un buon primo tempo, pensavamo di poterla recuperare, invece quel secondo gol ci ha tagliato le gambe».

Un gol apparso tutt'altro che inevitabile. «Si, era indubbiamente evitabile. Ma evidentemente quest'anno va così, in un modo o nell'altro finiamo per perderci in un bicchier d'acqua. Fa rabbia perché alla fine, nonostante sul piano fisico l'Udinese sia una squadra tosta, stavamo meglio noi. Ma questo aumenta il rammarico», aggiunge il difensore ex Torino, «perché alla fine le altre hanno più o meno lo stesso passo, non fanno nulla di meglio, una vittoria avrebbe cambiato molte cose. Invece siamo ancora a testa bassa a riflettere sui nostri errori».

Un'altra occasione persa, ma anche la necessità di continuare a onorare gli impegni (anche perché finire penultimi o terz'ultimi non è detto sia la stessa cosa.). «Sicuro. Cercare di fare meglio è sempre un dovere. Dobbiamo cercare di ritrovare la serenità e lavorare sodo. È un impegno innanzitutto con noi stessi e la società, dobbiamo dare comunque il massimo, senza guardare la classifica, poi alla fine si vedrà come è andata». Certo, almeno in apparenza, il blocco sembra assoluto. Tecnico e psicologico. «Che abbiamo limiti è indubbio, probabilmente però più di testa che tecnici. Perché in quanto a gioco abbiamo dimostrato di poter reggere il confronto con molte avversarie». Bovo era arrivato per dare una mano per una salvezza che già a gennaio sembrava altamente improbabile. Ma di fatto con l'Udinese è stata la prima volta in campo da titolare. Pentito o pronto a onorare il contratto anche in B? «Mi spiace tantissimo non aver potuto fare di più, ho sofferto a stare tanto tempo lontano dal campo, ma il presidente era stato chiaro con me sulle prospettive e non ho alcun problema a rispettare gli accordi. Che sia A o B, voglio dimostrare al Pescara e ai nostri tifosi quel che so fare e che la fiducia era ben riposta. Quindi se lo vorranno, resterò certamente anche l'anno prossimo per iniziare un'altra avventura e regalare a società e tifosi le soddisfazioni che meritano».

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