Brasile eliminato, tutti contro Neymar

I tifosi attaccano la stella del Psg che dice: «Il momento più duro della carriera»
KAZAN. Da protagonista atteso a flop indiscusso. È l'eredità del Mondiale di Neymar, assopigliatutto con la maglia del Barca e del Psg, ma mai con quella verdeoro della nazionale se è vero - stando a un sondaggio di Globoesporte - che più di un brasiliano su due lo ha bocciato sonoramente dopo l'ennesimo flop mondiale. Nonostante Tite ed i suoi compagni lo abbiano difeso dopo l'eliminazione, la stampa ed i tifosi lo indicano come uno dei principali colpevoli della bruciante sconfitta contro il Belgio.
Il n.10 della Selecao non ha giocato un brutto torneo, ma - è il rimprovero che gli viene fatto - ha mancato di essere risolutivo nel momento decisivo. Come sempre, come al Mondiale 2014 (anche se al Mineirazo era fuori per infortunio).
In un sondaggio sul portale Globoesporte, uno dei principali media brasiliani, i tifosi gli hanno voltato le spalle dopo il match col Belgio. Su quasi 300.000 voti, il 56% dei votanti non gli ha dato la sufficienza: il 28% ha valutato la sua prestazione addirittura pessima.
E il giorno dopo il ko che è costata l'eliminazione dal Mondiale anche i giornali brasiliani non sono teneri: «La coppa del mondo non c'è più, è diventata una 'eurocoppa’, titola O Globo online, raccontando la disfatta. Ma se questa è l'apertura, di taglio politico, tutto il resto dei servizi sono un rigirare il coltello nella piaga di una sconfitta che ha lasciato il segno: si parla di «lezione dolorosa», con i media argentini che ironizzano sulla disfatta e la Folha de Sao Paulo che già guarda al futuro e si domanda se sarà ancora Tite a guidare la formazione. Largo spazio fotografico ovviamente al pianto e alla disperazione dei tifosi brasiliani a Kazan con Extra che riferisce di tanti attacchi via social contro Fernandinho, tra i peggiori, con l'autogol e l'errore su Lukaku sul raddoppio dei Diavoli Rossi. Il principale responsabile della sconfitta è però per tutti O Ney, disperato in campo, muto negli spogliatoi e che ha parlato solo ieri via Instagram per spiegare il suo stato d'animo: «Ora è difficile trovare la forza per voler continuare a giocare a calcio, ma sono sicuro che Dio mi darà abbastanza forza per affrontare qualsiasi cosa. Ecco perché non smetterò mai di ringraziare Dio, anche nella sconfitta», scrive l'asso brasiliano che definisce l'eliminazione al Mondiale «il momento più triste della carriera. Il dolore è molto grande», aggiunge, «perché sapevamo che avremmo potuto andato oltre, abbiamo avuto l'opportunità di fare la storia ... ma non era questa volta». Protagonista oltre che per le prove opache anche per le tanto criticate simulazioni, Neymar è stato anche attaccato da ex giocatori e colleghi, come i messicani Layún, Osorio e Guardado, che dopo il ko di venerdì hanno festeggiato la sua eliminazione. Da sempre venerato nel suo paese, questa volta Neymar è stato però anche criticato per aver lasciato il Mondiale senza profferire parola o dare una spiegazione (arrivata solo ieri e in via indiretta) ai media, come hanno invece fatto Cristiano Ronaldo e Leo Messi. «Due gol, poca brillantezza e simulazioni, quale immagine resta di Neymar?», è la domanda che circolerà in Brasile ancora per diverso tempo.

