Briosci, l’odore del grande calcio e poi una vita tra i dilettanti

SAN GIOVANNI TEATINO. Il centrale difensivo che non ti aspetti. Francesco Briosci è il prototipo del difensore moderno, bravo tecnicamente e con il vizietto del gol. Il capitano della Folgore...
SAN GIOVANNI TEATINO. Il centrale difensivo che non ti aspetti. Francesco Briosci è il prototipo del difensore moderno, bravo tecnicamente e con il vizietto del gol. Il capitano della Folgore Sambuceto è uno dei pilastri della squadra di mister Franco Bianchi, ad oggi capolista del girone B di Promozione. Classe 1984, Francesco Briosci nasce calcisticamente nella Caldora di Pescara. All'età di 6 anni è Carmine Cupido (presidente della storica società pescarese) a portare sul rettangolo verde il giovanissimo Briosci che giocava con i suoi coetanei tra le vie del quartiere San Donato, dimostrando già le sue doti. Dopo tutta la trafila nelle giovanili il grande salto nel Pescara, dove ha disputato tre stagioni tra Berretti e Primavera.
«Il ricordo più bello con la maglia del Pescara», ha raccontato il capitano viola, «è la stagione in cui disputammo i quarti di finale scudetto contro la Juventus. Giocai contro calciatori del calibro di Mirante, Gastaldello, Konko e tanti altri che tutt'ora sono professionisti nella massima serie. In quelle stagioni ho avuto la possibilità di giocare con dei ragazzi fortissimi come ad esempio Pomante (oggi all’Aquila), Aquilanti (oggi alla Virtus Lanciano) e Aridità (oggi alla Virtus Lanciano) che ad oggi giocano stabilmente tra i professionisti. Ragazzi eccezionali da cui ho imparato tanto».
Dopo l'esperienza di Pescara, il difensore della Folgore Sambuceto è approdato al Silvi nel campionato di Eccellenza, dove ha alternato sei stagioni tra Promozione ed Eccellenza. Da qui, ha iniziato la sua dignitosa carriera nei dilettanti abruzzesi, in cui ha iniziato a farsi conoscere anche per il suo vizio del gol.
A Silvi sono 18 le reti messe a segno, giocando anche da centrale di centrocampo. Terminata l'esperienza con il sodalizio teramano, ha iniziato l'avventura con la casacca della Folgore Sambuceto, interrotta solo per due stagioni quando ha sposato il progetto del Sambuceto calcio San Paolo. «L'esperienza nel Sambuceto San Paolo ha rappresentato molto per me, soprattutto per il gruppo fantastico che si era creato. Due stagioni ricche di soddisfazioni, con la vittoria di due campionati e una Coppa Abruzzo».
Dopo l'esperienza, seppur breve ma intensa con l'altra compagine di Sambuceto, il ritorno a casa Folgore: «Qui mi sento a casa. La società è di categoria superiore; non ci manca veramente niente, a partire dalle strutture fino al minimo dettaglio. Quest'anno stiamo facendo grandi cose e vogliamo continuare così fino al termine della stagione». E i tifosi stanno rendendo merito ai protagonisti votandoli nel concorso del Centro per i dilettanti.(r.d.p.)
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