Brugman felice a metà: «Pagato un errore ma stiamo crescendo»

26 Settembre 2016

GENOVA. «Non so se essere soddisfatto per il punto o amareggiato per il mancato successo». A caldo, Gaston Brugman prova sentimenti contrastanti. Vero è che per la prima volta in stagione il Pescara...

GENOVA. «Non so se essere soddisfatto per il punto o amareggiato per il mancato successo». A caldo, Gaston Brugman prova sentimenti contrastanti. Vero è che per la prima volta in stagione il Pescara è riuscito a rimontare uno svantaggio, ma è indubbio che con un pizzico di precisione la squadra avrebbe potuto fare il colpaccio. «Quando il Genoa ha fatto gol abbiamo accusato la botta per qualche minuto. Poi ci siamo riorganizzati e nel finale credevamo di poterla vincere. Una cosa è certa: siamo sulla buona strada, se continueremo a giocare così la vittoria arriverà presto». Ormai il 24enne uruguaiano ha preso confidenza con la massima serie. Anche ieri a Marassi, Brugman se l’è cavata bene nonostante la mossa di Ivan Juric che gli ha piazzato addosso Luca Rigoni. Non era facile sfuggire dalla morsa dell’ex centrocampista del Chievo, invece il play maker biancazzurro ha saputo recitare bene la sua parte. «Oddo sapeva che Juric avrebbe optato per questa soluzione. Il nostro allenatore ha preparato bene la partita e i risultati si sono visti. Alla fine il Genoa ha creato pochissime palle gol. Sono contento per la mia prestazione, ma devo lavorare ancora tanto per arrivare a livelli alti».

La nota negativa riguarda la rete subita. Il Pescara stava ripartendo in contropiede, invece è stata infilato dagli avversari. Una leggerezza che poteva essere pagata a caro prezzo. «Purtroppo nell’arco di novanta minuti un errore ci può scappare. La nostra è una rosa composta da tanti giovani che devono migliorare. Il processo di crescita è in corso, soprattutto grazie al contributo dei giocatori che hanno esperienza in questa categoria, però c’è bisogno di tempo per portarlo a termine».

Contro il Torino era rimasto ai margini per una forte contusione, invece ieri Oddo lo ha riproposto preferendolo ad Aquilani. «Tra me e Alberto non c’è alcun dualismo. La sua presenza nel nostro organico è importante, non si può discutere un calciatore con un curriculum come il suo. Durante la settimana, Oddo vede chi sta meglio e sceglie in base alle indicazioni che riceve dagli allenamenti».

Ora sotto con il Chievo nella prima delle due gare casalinghe consecutive che attendono il Delfino. Sabato alle 18 i biancazzurri ospiteranno i veneti all’Adriatico, mentre contro la Sampdoria del suo amico e connazionale Lucas Torreira, si giocherà sabato 15 ottobre dopo la sosta per gli impegni delle nazionali. «È arrivato il momento di regalare una gioia ai nostri tifosi. Daremo tutto per restare in serie A». ©RIPRODUZIONE RISERVATA