Bruno: «La Samb favorita, ma le abruzzesi sono forti»

24 Novembre 2023

Il tecnico del Notaresco esamina il girone di andata: «Chieti, L’Aquila e Avezzano daranno filo da torcere alla squadra marchigiana: devono crederci fino in fondo»

NOTARESCO. «La mia favorita per la vittoria del campionato è la Sambenedettese. Chieti, L’Aquila e Avezzano daranno filo da torcere fino alla fine e devono crederci perché sono forti. Il mio Notaresco? La nostra missione è raggiungere una salvezza tranquilla e valorizzare i giovani. Ne abbiamo tanti bravi che hanno un futuro roseo davanti».
Alessandro Bruno, allenatore del Notaresco, fa il punto sul campionato a cinque giornate dalla fine del girone di andata. Dopo una vita da mediano con 500 presenze nei professionisti con Pescara, Livorno, Latina, Nocerina e Benevento, solo per citarne alcune, oggi Bruno a 40 anni è uno degli allenatori emergenti del girone F di serie D. Ha iniziato ad allenare a febbraio, portando il Notaresco a una salvezza insperata ai play out. Ora si sta facendo apprezzare per idee, gioco e risultati.
Bruno, che campionato è rispetto all’anno scorso?
«È il più difficile degli ultimi 7-8 anni. È un girone paragonabile a quello delle pugliesi per blasone delle squadre e forza economica delle società. È un campionato bello e avvincente. Stanno uscendo fuori i valori».
Chi andrà in serie C?
«La Sambenedettese ha qualcosa in più rispetto alle altre. Non solo a livello di organico, ma anche di tifoseria. Essere accompagnati ogni domenica da tanti tifosi è un valore aggiunto perché fa aumentare la concentrazione, l’autostima e la voglia di vincere».
Chieti, L’Aquila e Avezzano possono lottare per il primo posto?
«Devono farlo. Sono tre squadre forti, con giocatori importanti, grandi budget e ottimi allenatori. Daranno filo da torcere alla Samb, senza tralasciare il Campobasso che è un’altra grande squadra».
Tra le abruzzesi chi ha qualcosa in più?
«Forse il Chieti a livello di organico, ma sono tutte sullo stesso livello. Sarà fondamentale il mercato di dicembre. Tutte si rinforzeranno».
Il suo Notaresco è la rivelazione del campionato?
«No, perché rivelazione significherebbe stare tra le prime posizioni. Stiamo facendo un buon cammino, siamo a metà classifica e in linea con i programmi societari. A Notaresco è l’anno del centenario e l’obiettivo è raggiungere una salvezza tranquilla e dare fastidio alle grandi».
Il Notaresco è una delle squadre che gioca meglio e ha i giovani tra i più forti del girone: è d’accordo?
«Cerchiamo sempre di imporre il nostro gioco. Voglio una squadra sbarazzina e propositiva. Ora gli avversari iniziano a studiarci e questo vuol dire che ci rispettano. Mi fa piacere l’utilizzo di tanti giovani. La nostra missione è farli giocare e lanciarli nei professionisti. I vari Marrancone, Saccomanni, Scipioni, Di Bartolo e Forcini sono ragazzi che possono fare tanta strada. L’importante è l’aspetto mentale: devono capire che solo con il lavoro quotidiano possono fare il salto di categoria».
Com’è stato il passaggio dal campo alla panchina?
«Più facile di quanto immaginassi. Ero già un allenatore in campo perché parlavo sempre. Sono stato agevolato perché conoscevo già i ragazzi».
C’è un allenatore a cui si ispira?
«Ne ho avuti tanti bravi, tutti diversi tra loro, e da ognuno ho preso segreti che poi ho messo insieme. Da Zeman e Auteri ho imparato lo sviluppo della fase offensiva, da Breda la praticità, da Pillon la compattezza».
Notaresco un trampolino di lancio?
«L’ambizione è quella di migliorarsi. Notaresco oggi è il mio Real Madrid. Mi ha dato l’opportunità di allenare e devo tanto alla società e a questo paese che mi ha adottato».
Giammarco Giardini
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