Brunori non ci sta: il mio gol è regolare

L’attaccante: «Ho toccato il pallone col ginocchio e non c’era fallo di mano». Kastrati: «Esordio amaro, palle inattive fatali»
PESCARA. Su di lui si può dire tutto, ma non che la fortuna lo assista. Da quando ha firmato per il Pescara, Matteo Brunori sognava di esultare sotto la curva Nord. Dopo tanti vani tentativi ci era riuscito, peccato che l’arbitro Luca Massimi di Termoli abbia ravvisato un inesistente fallo di mano. «Il mio gol era regolarissimo», urla l’attaccante biancazzurro, «non so come abbia fatto l’arbitro a vedere un fallo di mano e, soprattutto, ad essere così sicuro arrivando addirittura ad ammonirmi. Anche dalle immagini si vede chiaramente che ho toccato il pallone con il ginocchio destro, però il direttore di gara non ha voluto sentire ragioni, era assolutamente convinto della sua decisione. Mi dispiace tanto, sarebbe stata una rete importantissima ai fini del risultato».
Nel primo tempo, pur senza entusiasmare, il Delfino ha trovato il vantaggio con Machìn contenendo bene le avanzate dello Spezia, invece nella ripresa la squadra si è sciolta. «Loro sono rientrati in campo con lo spirito giusto, hanno alzato il baricentro rischiando qualcosa in più e sono stati capaci di ribaltare il punteggio. Alla fine, dopo aver incassato il secondo gol abbiamo reagito con veemenza trovando anche il pareggio. Purtroppo torniamo a casa a mani vuote. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche, c’è tanto da lavorare».
Josè Machìn non riesce a sorridere per il secondo gol stagionale. «È un vero peccato non aver conquistato i tre punti», afferma il centrocampista nato in Guinea Equatoriale, «avremmo potuto fare un bel balzo in classifica dando continuità alla vittoria di Ascoli».
La sua conclusione velenosa aveva portato avanti il Delfino a metà della prima frazione, poi nella ripresa il crollo inatteso che Machìn spiega senza peli sulla lingua. «Nel secondo tempo lo Spezia è entrato in campo con maggiore convinzione. Ci ha schiacciato nella nostra metà campo e noi non riuscivamo più a pressare restando ‘alti’. E quando ti tiri troppo indietro prima o poi il gol lo becchi. Abbiamo permesso a una squadra che sembrava morta di prendere fiducia e credere nella rimonta. Questa partita deve servirci da lezione per il futuro».
Sabato un nuovo match casalingo contro la capolista Benevento, principale candidata alla promozione in serie A. «La B è imprevedibile, si può vincere o perdere contro chiunque. Nessuno si aspettava una nostra vittoria ad Ascoli, così come era impronosticabile un successo dello Spezia all’Adriatico. Giocheremo di nuovo in casa e dovremo riscattarci davanti al nostro pubblico». La mezzala di proprietà del Parma affronta anche il discorso relativo al deferimento e all’udienza al tribunale federale nazionale che si terrà giovedì. «So di aver fatto le cose giuste, sono sereno e non ho paura di niente». Deluso Elhan Kastrati, chiamato a sostituire tra i pali l’infortunato Vincenzo Fiorillo. «Ho aspettato il mio turno per tanto tempo», dice l’estremo difensore albanese, «non giocavo da quasi un anno e purtroppo siamo qui a commentare una sconfitta. Per larghi tratti del match abbiamo tenuto bene il campo. Non ho fatto nemmeno una parata, poi nella ripresa sono arrivate le due reti dello Spezia. Dobbiamo essere più concentrati e non prendere gol su palle inattive. Sapevamo che sarebbe stata una gara insidiosa e che i nostri avversari avrebbero dato il massimo per abbandonare l’ultimo posto. Ora bisogna prepararsi bene per la prossima partita, che sarà ancora più tosta rispetto a quella di oggi (ieri, ndc)».
Tutt’altro umore nello spogliatoio dello Spezia, tornato al successo a distanza di poco meno di due mesi (1^ giornata a Cittadella). Il blitz all’Adriatico che rilancia i liguri e salva la panchina di Vincenzo Italiano porta la firma dell’islandese Sveinn Aron Gudjohnsen, figlio di Eidur, ex attaccante di Chelsea e Barcellona. «Sono molto emozionato», dice l’autore del gol del 2-1, al suo secondo anno in Italia. «È stato fantastico segnare la mia prima rete in serie B. Mio padre? Lo sentirò presto. Abbiamo vinto meritatamente e sono felice anche per il nostro allenatore».
Giovanni Tontodonati
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