Buffon si fida di Spalletti: è l’uomo giusto per l’Italia

5 Settembre 2023

L’ex portiere è il nuovo capodelegazione e raccoglie l’eredità del compianto Vialli «Pronto a dare il mio apporto per creare un gruppo capace di regalare emozioni»

FIRENZE . Il primo pensiero è per Gianluca Vialli da cui eredita l'incarico di capodelegazione della Nazionale italiana: «Di lui ho un ricordo bellissimo, avevamo un rapporto straordinario anche fuori dal campo, una condivisione totale. Ma sarei presuntuoso e sbaglierei se cercassi di imitarlo. Eppoi ognuno ha le sue esperienze e la sua storia. Quindi cercherò di essere me stesso e farmi apprezzare per ciò che sono sempre stato». Gianluigi Buffon è pronto per iniziare una nuova avventura e una nuova carriera dopo aver lasciato da pochissimo il calcio giocato: «Non è stato difficile smettere vista l'età», sorride dall’alto dei suoi 45 anni. «Come mi sono infortunato ho capito che era il momento di chiudere. E a Cagliari, nello spogliatoio, ho deciso». E ora si ritrova a fare da «uomo felice» il capodelegazione (sabato l’esordio a Skopje contro la Macedonia) di un nazionale che vorrebbe «generosa, e capace di regalare emozioni». Per questo, è pronto a portare il suo mattoncino.
Torna a Coverciano dove ieri c'è stata la sua presentazione e seppure con altri vesti ritrova l'azzurro dopo 214 convocazioni e 176 presenze (record per il calcio italiano), cinque partecipazioni mondiali con un successo, nel 2006. «Dopo un'estate piuttosto turbolenta, ma non per colpa nostra, mi rende fiero aver messo la Nazionale nelle mani salde di Spalletti e Buffon», afferma Gabriele Gravina, presidente Figc. «Ognuno di noi deve dare il massimo per onorare questa maglia, con queste scelte penso come presidente federale di aver fatto la mia parte. Sabato presentando Spalletti ho parlato di un nuovo capitolo della storia azzurra, oggi (ieri,ndc) è un'altra bellissima giornata, torna finalmente a casa uno dei più grandi monumenti della nostra storia. Quando sembrava dovesse smettere lo contattai ma lui poi continuò a giocare, quando ha annunciato ufficialmente l'addio siamo tornati alla carica. E i primi nomi che Gigi ha citato sono stati quelli di Vialli e Riva. Sono convinto che dopo esserci entrato da calciatore potrà entrare nell'olimpo azzurro anche come dirigente». E l'ex numero uno di Juve e Parma, ultima gara giocata in azzurro nel marzo 2018 a Manchester contro l'Argentina («non aver fatto il 6° Mondiale è un cruccio»), si è già calato nella nuova realtà: «Per me è un ritorno a casa, in un ambiente che penso di conoscere abbastanza bene. Mi sento un uomo orgoglioso e felice», dice sorridendo. «Mi avevano chiesto di fare una partita di addio ma io voglio fare solo le cose che mi piacciono e adesso voglio mettere il mio mattoncino. Sono nato e cresciuto con il mito di Paolo Rossi e Gigi Riva, degli azzurri del 1982 e dei racconti di mio padre. Quando per la prima volta ho visto Riva è stato come vedere un monumento; ecco cercherò di aiutare i giovani anche attraverso la storia». E su Spalletti: «Penso che l'Italia abbia trovato l'uomo giusto al momento giusto».
Italdonne. Andrea Soncin, 44 anni, ex attaccante del Lanciano e dell’Ascoli ed ex allenatore del Venezia, potrebbe diventare il commissario tecnico della nazionale di calcio femminile.
Angelo Caradonna