C’è il Matteotti, Cataldo sogna la vittoria

Torna la classica pescarese, il miglianichese ci crede: «Me la gioco fino in fondo». Trentin tra i favoriti, Colbrelli dà forfait
PESCARA. Torna, più avvincente che mai, la classica del ciclismo italiano. Il 74° Trofeo Matteotti, in programma oggi sulle strade tra Pescara e Montesilvano, assume ancora più importanza perché va a collocarsi a una settimana dai mondiali di Lovanio, in programma in Belgio domenica prossima. Ben 20 le squadre (2 World Tour, 7 Professional, 10 UCI Continental e la nazionale italiana del ct Davide Cassani) che hanno aderito alla corsa più importante d’Abruzzo, che non poteva mancare nell’anno in cui il Giro d’Italia ha fatto tappa per tre volte in questa regione. Il tutto grazie alla volontà di pochi appassionati, tra i quali il presidente del Pescara Daniele Sebastiani, l’ex professionista Stefano Giuliani e gli affezionati dell’Unione Ciclistica Fernando Perna. Tra i nomi di spicco favoriti per il successo ci sono gli azzurri Matteo Trentin, già vincitore a braccia alzate sul traguardo di piazza Duca degli Abruzzi nel 2019, Diego Ulissi e l’idolo di casa Dario Cataldo, mentre hanno dato forfait all’ultimo momento il neo campione europeo Sonny Colbrelli, presente ieri a Cesenatico al memorial Pantani, e lo spagnolo Alejandro Valverde. Sei gli abruzzesi doc in gara: il miglianichese Dario Cataldo, il figlio d’arte Andrea Di Renzo di Selva d'Altino, il montesilvanese Emanuele Onesti, Francesco Di Felice di Pescara, Jacopo Cortese di Roseto e l’esordiente Fabio Di Guglielmo di Civitella Messer Raimondo. «Torno al Matteotti a una dozzina d’anni dalla mia prima apparizione in questa corsa», dice il 36enne Cataldo. «Ho una buona condizione e non nascondo di giocarmi le mie chance dopo aver disputato con profitto il Tour of Britain».
«Mi piacerebbe fare bene e arrivare tra i primi dieci», aggiunge il 26enne Andrea Di Renzo, figlio di Marco (5° al Matteotti del 2000) e alla seconda partecipazione di fila. «Dobbiamo ringraziare di cuore Sebastiani e Giuliani che stanno facendo crescere d’importanza questa corsa».
«Spero di mettermi in luce con il sostegno dei miei cari», sottolinea Di Guglielmo. «Sono onorato di partecipare per la prima volta a questa competizione». Si parlerà abruzzese anche dietro le quinte con la presenza del pescarese Stefano Giuliani che si dividerà tra l’incarico di direttore tecnico dell’organizzazione e quello di team manager della Giotti Victoria Savini Due che ha in ammiraglia il ds nativo di Ancarano Gabriele Di Francesco. La Bardiani può contare sul pescarese Alessandro Donati, la Vini Zabu annovera da Crecchio l’imprenditore del vino Valentino Sciotti come presidente e il dirigente teatino Maurizio Formichetti. L’Androni presenta un poker: il ds Alessandro Spezialetti da Pineto, il meccanico di Sant’Egidio alla Vibrata Licio Scartozzi, il massaggiatore di Cappelle sul Tavo Stefano Di Zio e l’imprenditore vitivinicolo da Crecchio Gianfranco Ulisse. La D’Amico, infine, annovera il team manager aquilano Ivan De Paolis, di recente impegnato come membro del comitato tappa a L’Aquila nel Giro d’Italia. Prima del via verrà ricordato con un minuto di raccoglimento l’ex ciclista Fabio Taborre, ultimo abruzzese a salire sul podio al Trofeo Matteotti, morto a 36 anni nei giorni scorsi.
Marco Ratta

