C’è Italia-Spagna, prove di calcio blindato

Angoscia dopo gli attentati. Conte: «Test importante». Caccia al nuovo ct: Donadoni si sfila, Tavecchio incontra Capello
UDINE. Non è soltanto per il vento che arriva gelido dalle montagne dell’Austria e dalle valli del “bel Danubio blu”: l’Italia si scopre a ballare sulle note del valzer a poche ore dall’amichevole di lusso con le Furie Rosse, appena atterrate in Friuli. Altro che flamenco e non solo perché le nuove divise della Nazionale sono davvero da serata di gala: le voci sul futuro della panchina azzurra dopo l’Europeo si intrecciano inesorabili con le incertezze tattiche di una squadra che deve compattarsi alla ricerca di leader e di un gioco che possa portare a galla le qualità di una rosa che sembra povera di talento se messa sul piatto della bilancia assieme alle grandi d’Europa. Alla Spagna che stasera alle 20.45 sfiderà da padrona di casa nel nuovo stadio dell’Udinese. Alla Germania campione del mondo che ritroverà martedì a Monaco di Baviera. Un valzer. Donadoni, Capello o un ct di nuovo selezionatore (di scuola federale, alla Bearzot)? La difesa a tre o a quattro? Il tridente oppure il solito tandem?
Mosse. Il presidente Carlo Tavecchio dovrebbe incrociare qui al Friuli, durante la partita, Fabio Capello: l’idea è sondare il terreno con il tecnico di Pieris che, tuttavia, non sembra intenzionato a riprovare un’avventura al timone di una nazionale dopo l’Inghilterra e la Russia.
E dopo aver incassato sette milioni all’anno. Punta a ritornare nel giro dei grandi club, all’alba dei 70 anni. Non sembra una questione di soldi, anche se si sa che nelle casse della nostra federazione non ci sono molti soldi. Già per pagare Conte il “ragionier Carlo” ha dovuto bussare dallo sponsor tecnico per raccogliere 3,6 milioni (a stagione). Anche per questo l’ipotesi Roberto Donadoni, ct silurato proprio dalle Furie Rosse all’Europeo del 2008 – ricordate il rigore fallito da Totò Di Natale? – si era fatta largo. Ieri una “doccettina gelata”: «Penso di restare al Bologna», ha confidato. Resta la pista “interna”, Gigi Di Biagio, ora alla guida dell’Under 21.
Modulo. Un argomento decisamente più pressante. Anche perché, dopo la figuraccia brasiliana, al Mondiale, l’Italia non può permettersi un’altra manifestazione internazionale in seconda fila. E forse proprio per questo Conte ha chiesto (e ottenuto) due test di grande spessore a meno di tre mesi dall’esordio del 13 giugno in Francia, contro il Belgio. Ma come nuove muoversi per mascherare gli evidenti limiti azzurri? Dal punto di vista tattico sembra voler puntare sulla formula “camaleonte”. Se il suo Bari schiacciasassi (in B) era dogmaticamente schierato col 4-2-4, se la Juventus prenditutto (in Italia) era disegnata col 3-5-2, ora il ct sembra voler miscelare tutti i moduli per cambiarli anche in corsa. Ieri prima di lasciare Coverciano alla volta di Udine ha fatto capire di voler puntare sul 3-4-3, con Darmian, Bonucci e Astori in difesa davanti a Buffon, con Florenzi e Giacchierini sulle fasce, Thiago Motta e Parolo centrali e un tridente composto da Candreva, Pellè e El Shaarawy a chiudere il cerchio in attacco. Ma se Candreva rientra da mezz’ala il 3-4-3 diventa un 3-5-2. E se lo fa sulla fascia destra, con Florenzi alle spalle, ecco magicamente ricomparire il 4-4-2.
Parola di ct. «Ho dei ragazzi che sono delle spugne». Conte da parte sua conferma la sensazione di un’Italia “'camaleonte”'. «Quello che vogliamo fare in queste due amichevoli è un ulteriore step nella nostra crescita. Penso che arriveremo agli Europei con una squadra, non una selezione». «La Spagna? Una delle favorite», rispondendo ai complimenti di Del Bosque, che aveva detto «che le Coppe non sono lo specchio della salute del calcio italiano e, soprattutto, di quello della nazionale italiana».
Le convocazioni definitive. Conte: «Guardo tutto, in Italia e anche in America, dove c’è Giovinco, ma ho già le idee chiare». Non resta che dare la parola al campo. Al Nuovo Friuli 24 mila biglietti venduti, ce ne sono ancora meno di mille in vendita on-line.
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