Caccia al bomber Matri vuole solo la A

24 Gennaio 2020

Legrottaglie orientato su difesa a tre e attacco “leggero” 

PESCARA . Nicola Legrottaglie pensa alla difesa a tre. Domani alla Dacia Arena di Udine contro il Pordenone (ore 15), l’erede di Luciano Zauri debutterà sulla panchina del Pescara e non è da escludere un impatto deciso sul piano tattico. In realtà, sotto la precedente gestione, i biancazzurri hanno già giocato con tre difensori in quattro circostanze (contro Ascoli, Spezia, Cremonese e Frosinone), ma nelle altre sedici il Pescara è sceso in campo con la retroguardia a quattro (4-3-3 o 4-3-2-1). Ieri mattina era in programma un allenamento aperto al pubblico, invece poi c’è stato il dietrofront e si è preferito chiudere le porte del centro sportivo Vestina. Legrottaglie ha provato anche il 4-3-2-1, ma solo stamani durante la rifinitura scioglierà i dubbi. In caso di difesa a tre, il modulo sarà quasi sicuramente il 3-5-1-1 (l’alternativa è il 3-5-2). Nella prima opzione l’ex difensore di Juventus e Milan dovrebbe puntare su un attacco “leggero” con Galano centravanti e Machìn trequartista. In tal caso Maniero verrebbe escluso dalla formazione titolare, mentre a centrocampo insieme a Palmiero e Memushaj c’è l’ipotesi di schierare dall’inizio Crecco che si giocherà il posto con Melegoni. Sulle fasce Ciofani o Zappa a destra e Masciangelo a sinistra. In difesa, davanti a Fiorillo, il trio composto da Bettella, Drudi e Scognamiglio. Con il 3-5-2, invece, Maniero giocherebbe dall’inizio accanto a Galano e Machìn farebbe la mezzala. Infine, qualora Legrottaglie optasse per il 4-3-2-1 in attacco Machìn e Galano agirebbero alle spalle di Maniero. Il tecnico si giocherà la chance di restare alla guida del Pescara. La società crede che il 43enne pugliese possa scuotere lo spogliatoio, ma se il compito non andasse a buon fine potrebbe ingaggiare subito un nuovo allenatore (Gigi Di Biagio in vantaggio su Bepi Pillon). Oltre ai lungodegenti Campagnaro, Balzano, Tumminello e Chochev, a Udine saranno assenti Busellato e Kastanos.
Mercato. Doccia gelata per il Delfino. Ieri Matri ha sciolto le riserve comunicando al suo agente di non voler giocare in serie B. L’attaccante del Sassuolo, ora in prestito al Brescia, rientrerà al club neroverde in attesa di una proposta di una società di A. Pare che sulle tracce di Matri ci sia il Parma che ha la necessità di rinforzare il reparto offensivo dopo l’infortunio di Inglese. Tra gli obiettivi caldi, al momento, resta Melchiorri per il quale nelle prossime ore ci sarà un nuovo tentativo con il Perugia. Il Pescara ha già l’intesa con gli agenti del centravanti di Macerata che non vede l’ora di tornare in riva all’Adriatico. Se il club umbro abbasserà le pretese l’affare andrà in porto.
Scognamiglio fa mea culpa. «Le dimissioni di Zauri sono una sconfitta per tutti noi, quando un allenatore lascia significa che la squadra non lo segue o che qualcosa non funziona nella maniera giusta». A Rete 8 Gennaro Scognamiglio commenta così l’addio di Zauri. «Abbiamo commesso qualche errore e forse dovevamo dare di più, ora non abbiamo più alibi, tocca noi metterci in riga e dimostrare con i fatti di poter disputare un buon campionato». Il difensore parla anche del primo impatto con Legrottaglie. «Come Zauri, è un tecnico giovane. E con i giovani è tutto più facile perché hanno voglia di emergere e di mettersi in discussione. Trasmettono grande entusiasmo e noi dobbiamo essere bravi a trasferirlo sul campo. Ora pensiamo al Pordenone, le nostre motivazioni devono essere superiori a quelle dei nostri avversari. All’andata giocammo un’ottima gara riscattando il ko al debutto sul campo della Salernitana. Speriamo che la storia si ripeta».
Qui Pordenone. Strizzolo ha smaltito i guai muscolari ed è tornato in gruppo. Il tecnico dei friulani, Attilio Tesser, riavrà l’ex Lanciano Almici che ha scontato la squalifica. Nel 4-3-1-2, davanti al portiere Di Gregorio, difesa con Almici, Camporese, Barison e De Agostini. In mediana Gavazzi, Burrai e Pobega con l’ex biancazzurro Chiaretti trequartista alle spalle di Strizzolo e Candellone.
Giovanni Tontodonati
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