CACCIA ALL'ERRORE MA ANCHE FIDUCIA
Così in basso in serie B, dopo sei giornate, il Pescara c'era stato poche volte. L'ultima nel 2006, campionato disastroso chiuso all'ultimo posto con appena 24 punti. Alla sesta saltò Ballardini che...
Così in basso in serie B, dopo sei giornate, il Pescara c'era stato poche volte. L'ultima nel 2006, campionato disastroso chiuso all'ultimo posto con appena 24 punti. Alla sesta saltò Ballardini che rimediò appena due pareggi con una squadra senza capo né coda che nessuno, dopo di lui, riuscì a raddrizzare. Quello era un Pescara allo sbando già in partenza, addirittura 30 i giocatori in organico che non riuscirono né a fare gruppo né a giocare un calcio quanto meno accettabile, per di più guidato da una società inaffidabile passata, nel giro di pochi mesi da Soglia a Pincione, il peggio del peggio.
Accostare la situazione di oggi a quella di otto anni fa ci sembra dunque solo un dato statistico visto che la squadra di Baroni in fondo al gruppo ci si è ritrovata quasi a sua insaputa, pagando a caro prezzo diversi errori sì ma anche qualche torto di troppo. Emblematica sotto questo aspetto, ancor più delle altre gare fin qui disputate, la partita di Catania. Due errori pesanti, in apertura dei due tempi, che hanno di fatto vanificato una prestazione più che accettabile e anche coraggiosa nell'arco dei 97 minuti, fino alla beffa del palo di Pasquato, in più un arbitraggio decisamente penalizzante, non solo e non tanto per i due rigori negati che possono essere anche considerati errori che ci possono stare in una partita di calcio, quanto per l'atteggiamento estremamente permissivo nei confronti del gioco duro, ben oltre i limiti del regolamento, che ha caratterizzato la gara dei catanesi.
Quella di Spolli nei confronti di Melchiorri è stata quasi una caccia all'uomo, con l'attaccante biancazzurro costretto a lasciare prima del tempo la partita dopo l'ultimo duro colpo ricevuto dal rude difensore. Attenuanti tante, insomma, che non devono comunque lasciare spazio al vittimismo ma favorire invece una reazione positiva nel momento più delicato di questo avvio di stagione, anche col supporto di scelte tecniche che diano maggiore compattezza e affidabilità al collettivo. Fin troppo evidente il momento negativo che sta attraversando Pesoli per insistere con tale scelta, servono più ritmo e sana cattiveria agonistica a centrocampo, maggiore concretezza nella fase conclusiva dove peraltro brillano finora solo Melchiorri e Politano.
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