Calcio a 5, Colini multato: non aveva giacca e cravatta in panchina

10 Maggio 2017

PESCARA. Risultati opposti e umori differenti ha lasciato il primo atto dei play off scudetto. Se il Pescara può guardare con fiducia al return match di domani sera contro il Latina (ore 20 al...

PESCARA. Risultati opposti e umori differenti ha lasciato il primo atto dei play off scudetto. Se il Pescara può guardare con fiducia al return match di domani sera contro il Latina (ore 20 al Palarigopiano), forte del 7-2 maturato in terra laziale, non si può dire lo stesso per l'Acquaesapone, uscita con le ossa rotte dalla trasferta di Genzano. Alla squadra di Colini basterà non perdere per staccare il biglietto che vale la semifinale. Un compito alla portata di un Pescara che già in gara-1 sembra aver metabolizzato il duro colpo dato dalla perdita di Canal: «Non avere a disposizione il miglior giocatore del campionato ha inevitabilmente il suo peso», commenta l'allenatore del Delfino. «Siamo stati bravi a fare gruppo e affrontare con la giusta cattiveria il primo appuntamento. Ma non è finita: loro giocheranno non avendo nulla da perdere». Lo stesso Colini è stato protagonista di un curioso episodio legato alla sua mise in panchina. La Divisione ha imposto giacca e cravatta a tutti gli allenatori nel corso dei play off. Lui si è presentato in tuta e per questo la società biancazzurra è stata multata di 300 euro: «Questo sport avrebbe delle cose più importanti a cui pensare», ha commentato ironicamente il tecnico romano. «Non sono libero di scegliere come vestirmi? In serie A, tra i professionisti, gli allenatori guadagnano milioni e vanno in panchina in tuta. Qui siamo nel dilettantismo e vogliono imporci cosa indossare». E per domani annuncia: «La cravatta non la metto».
Più fastidiosi i pensieri con cui deve fare i conti Antonio Ricci e la sua Acquaesapone. Al PalaSantaFilomena di Chieti Scalo (il Palaroma è indisponibile), sempre domani sera alle 20, i nerazzurri si giocano la possibilità di proseguire nella corsa tricolore. La strada verso la semifinale si è fatta in salita a seguito dell'inaspettato ko di Genzano, uno stop che ha messo Mammarella e compagni spalle al muro. Solo il successo consentirebbe all'Acquaesapone di andare a gara-3: «Uscire adesso sarebbe un fallimento. Cancelleremmo tutto il buono fatto nel corso di questi mesi», dice Ricci senza troppi giri di parole. «Questa squadra è stata costruita per provare ad arrivare fino in fondo, non per fermarsi ai quarti. Sono convinto che abbiamo le qualità per battere Cogianco, ma dobbiamo dimostrarle. Con l'atteggiamento visto sabato sera non si va da nessuna parte». De Oliveira sarà della partita, i dubbi sono legati a Murilo e Ruiz: «Per noi è come una finale. Possono essere gli ultimi 40 minuti di campionato, anche se mi auguro di no. Se i medici mi danno l'ok utilizzo tutte le cartucce a disposizione. Non possiamo fare calcoli».
Adriano De Stephanis
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